Tumore alla prostata: sintomi, intervento e cure

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    Tumore alla prostata: vediamo i sintomi, l’intervento e le cure per contrastare la neoplasia. La prostata è una ghiandola, presente solo negli uomini, che si trova di fronte al retto. Solitamente ha le dimensioni di una noce, ma nel corso del tempo, con l’avanzare dell’età o per la presenza di alcune malattie, potrebbe ingrossarsi. Il cancro si presenta nel momento in cui le cellule all’interno della ghiandola iniziano a crescere in modo incontrollato. La prostata è molto influenzata dall’azione degli ormoni maschili, che ne determinano la crescita.

    Sintomi

    Come si manifesta il tumore alla prostata? Inizialmente non presenta sintomi significativi. Una diagnosi viene effettuata solitamente dopo una visita urologica con esplorazione rettale o dopo un controllo del PSA, attraverso le analisi del sangue.

    I sintomi si manifestano nelle fasi successive, quando il cancro è più sviluppato. Si riscontrano difficoltà ad urinare, dolore durante la minzione, bisogno di urinare di frequente. Inoltre potrebbe essere presente sangue nelle urine e si potrebbe avere la sensazione di non riuscire a completare la minzione. Bisogna ricordare, però, che spesso questi sintomi possono essere dei segnali della presenza di altre patologie, come l’ipertrofia prostatica. E’ necessario, quindi, parlare del disturbo con il medico di fiducia, per una diagnosi precisa.

    Chi è a rischio

    Uno dei fattori di rischio del tumore alla prostata è costituito dalla familiarità: chi ha un parente consanguineo con la neoplasia ha il doppio del rischio di ammalarsi di questo tumore rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia. Anche alcune cause genetiche possono influire; in particolare è stato visto che potrebbero essere coinvolte delle mutazioni di alcuni geni, come BRCA1 e BRCA2.

    Un altro fattore di rischio è rappresentato dall’età: il rischio di ammalarsi aumenta dopo i 50 anni e alcune ricerche hanno dimostrato che una percentuale molto elevata di uomini oltre gli 80 anni (tra il 70% e il 90%) potrebbe avere un tumore alla prostata e non accorgersi della sua presenza per l’assenza di sintomi.

    Anche lo stile di vita influisce sul rischio di ammalarsi di questa neoplasia. La mancanza di attività fisica, una condizione di obesità o un’alimentazione ricca di grassi saturi sono dei fattori che possono favorire lo sviluppo del tumore alla prostata.

    Intervento

    Attualmente sono a disposizione diversi trattamenti per la guarigione dal tumore alla prostata. Lo specialista sarà in grado, dopo un’analisi del caso specifico (che avviene considerando anche il livello del rischio della malattia, l’età e l’aspettativa di vita del soggetto), di mettere a punto la strategia più efficace per combattere la malattia.

    La chirurgia è una delle scelte che possono essere effettuate. Se la neoplasia si trova solo nella prostata, è possibile effettuare un intervento di prostatectomia radicale, attraverso il quale vengono rimossi la ghiandola prostatica e i linfonodi che si trovano nella zona dello sviluppo del cancro. L’operazione può essere effettuata con prostatectomia radicale retro pubica aperta, con laparoscopia o con laparoscopia assistita da robot.

    Cure

    Se la malattia è in uno stadio avanzato, l’operazione chirurgica potrebbe non essere sufficiente da sola per risolvere il problema. In questi casi può essere necessario mettere in atto anche altre tipologie di trattamenti, come la radioterapia. Quest’ultima, effettuata con la tecnica dei fasci esterni, può essere utile nei casi di neoplasie a basso rischio. Anche la brachiterapia può costituire un valido aiuto nei casi di tumori non molto sviluppati: vengono inserite nella prostata delle vere e proprie sorgenti di radiazioni.

    La chemioterapia non viene attuata sempre in caso di tumori in stadio avanzato. Si preferisce, infatti, sottoporre il paziente alla terapia ormonale, con l’obiettivo di ridurre il testosterone nell’organismo, uno degli ormoni che favorisce la crescita delle cellule del tumore in questione. Questa terapia, però, ha delle conseguenze, come l’osteoporosi, l’impotenza o l’aumento di peso.

    Attualmente si stanno sperimentando altre tipologie di trattamento, come la crioterapia, che consiste nell’eliminare le cellule della neoplasia con il freddo, e il trattamento con HIFU, un’azione localizzata a base di ultrasuoni.