Tumore alla prostata: pronto nuovo vaccino

da , il

    vaccino

    Dopo tutta una serie di alterne vicende, il vaccino contro il cancro alla prostata, denominato “ Provenge”, ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Adiministration, l’Organo di controllo dei cibi e dei farmaci in America, che due anni fa l’aveva negata e che dunque è entrato nell’uso per i pazienti.

    A riferirlo la rivista scientifica “ New Scientist” che riporta anche i dati del suo produttore, la Dendreon di Seattle e che ne da una breve descrizione ai fini dell’utilizzo terapeutico. Quest’ultima caratteristica è quella che più ci interessa, anche al fine di non alimentare false illusioni sui benefici di tale vaccino.

    Occorre infatti ricordare che “Provenge” non previene il tumore alla prostata, né, tanto meno, lo debella una volta che abbia fatto la sua comparsa, semmai tale vaccino si attiva per migliorare la qualità e la stessa quantità di vita del paziente. Lo dimostrano i risultati di un’evidenza scientifica che riporta i dati palesati su una popolazione di 512 persone che erano ammalate di una delle forme più temibili della malattia che dopo la somministrazione del farmaco avevano beneficiato di una durata della vita di oltre quattro mesi maggiore rispetto alla data prevista di…. fine vita!

    Il vaccino Provenge prevede il prelievo delle cellule immunitarie del paziente che vengono poi esposte a una proteina prodotta dal tumore alla prostata. Infine, le cellule vengono re-iniettate nel paziente per permettere loro di attaccare il tumore. Anche se modesti, i risultati dello studio mostrano come sfruttare il sistema immunitario sia una via praticabile per combattere il cancro. A guidare il trial e’ stato l’oncologo Philip Kantoff del Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Si prevede che approcci simili possano essere utilizzati contro altri tipi di tumore, come il melanoma, il cancro al rene e linfoma. I creatori di Prevenge sperano di poterlo fare fra 5 o 10 anni. .