Tumore alla prostata: perché e come fare prevenzione

Il tumore alla prostata è una patologia che ogni anno colpisce trentacinquemila italiani. Vediamo il perchè rappresenta uno dei più comuni soprattutto negli uomini con più di 65 anni di età e cosa fare per prevenirlo.

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    Tumore alla prostata

    Oggi parliamo di tumore alla prostata, una forma di cancro fra i più comuni tra gli uomini, e lo facciamo con la Dr.ssa Giusy Cepollaro, biologa e specialista in nutrizione e oncologia.

    Quali sono le cause del tumore alla prostata?

    La prostata è una ghiandola deputata a produrre liquido seminale negli uomini e, pertanto, è molto sensibile all’azione degli ormoni, primo fra tutti il testosterone.

    Il tumore alla prostata è tra i tumori più diffusi tra gli uomini ed è una patologia causata dalla crescita incontrollata delle cellule che formano questa ghiandola.

    Ad oggi, le cause del tumore alla prostata non sono ancora del tutto conosciute, ma gli studi compiuti fino a questo momento hanno identificato diversi fattori di rischio, di tipo genetico e ambientale, che possono favorire o indurre la trasformazione delle cellule prostatiche in cellule cancerose.

    I fattori di rischio sono:

    • L’età: questo tipo di tumore è molto raro nei soggetti con meno di 40 anni, mentre dopo i 50 anni il rischio aumenta di molto
    • L’etnia: sebbene i motivi non siano ancora stati chiariti, negli uomini afro-americani c’è una più alta prevalenza della malattia
    • Stati infiammatori: ancora in fase di approfondimento l’aumentato rischio di tumore alla prostata nei soggetti con prostatite. Alcuni studi hanno mostrato una correlazione
    • Predisposizione: negli uomini che hanno consanguinei con tumore alla prostata o al seno, il rischio di sviluppare tumore alla prostata aumenta di 2-3 volte
    • Stile di vita: sono ormai anni che i ricercatori hanno dimostrato che l’obesità, la sedentarietà, una dieta ricca di grassi saturi e di latticini e povera di frutta e verdura predispongono a un maggiore rischio di cancro alla prostata

    L’alimentazione ha quindi un ruolo importante nello sviluppo della patologia. Si può prevenire il cancro alla prostata e come?

    Prevenire il cancro alla prostata è possibile ed è la prima arma per sconfiggerlo.

    Prima di tutto, occorre ricordare che è importante la diagnostica preventiva, quindi, dopo i 45 anni è consigliabile eseguire periodicamente (una volta all’anno) dosaggi ematici dei markers tumorali prostatici (PSA) e visita urologica.

    Di grande importanza per la prevenzione è avere uno stile di vita sano. Infatti, studi scientifici hanno ormai accertato che la nutrizione e l’attività fisica sono i fattori più importanti per prevenire il tumore alla prostata.

    La prima linea di prevenzione inizia, quindi, proprio sulle nostre tavole.

    Gli effetti ottenibili con l’alimentazione sono una azione antiossidante che contrasti l’azione dei radicali liberi e il mantenimento di livelli ormonali normali.

    È raccomandabile seguire un’alimentazione a base vegetale, o comunque mediterranea ad alto contenuto di verdura, frutta, cereali integrali e legumi e quindi ad alto contenuto di fibre.

    È bene evitare o ridurre l’uso di carboidrati raffinati, zuccheri e alimenti molto lavorati, preferendo cibi naturali e biologici.

    La carne, i latticini e i grassi animali dovrebbero essere evitati o almeno ridotti in modo considerevole.

    È importante, invece, preferire l’olio extravergine di oliva o altri olii vegetali ricchi di grassi insaturi. L’olio di semi di lino, ad esempio, è un’ottima fonte di omega 3, acidi grassi che aiutano a mantenere bassi i livelli d’infiammazione.

    I carotenoidi, in particolare il licopene, contenuto in ortaggi e frutta (in particolare pomodori, carote, fragole, barbabietole, melone) sono potenti antiossidanti che si concentrano nella prostata, la loro azione va quindi sfruttata mangiando abbondantemente tali alimenti.

    Necessario è anche mantenersi attivi: facendo esercizio fisico o solo praticando la camminata a passo svelto, ottimo modo per fare attività fisica anche per i più pigri.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dr.ssa Giusy Cepollaro

    Biologa e specialista in nutrizione e oncologia