Tumore alla prostata: e se a provocarlo fosse la luce artificiale?

Addirittura la luce artificiale indurrebbe al tumore alla prostata, a sostenerlo uno studio scientifico israeliano che indaga sui meccanismi alla base della neoplasia

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    Luci notturni della città di Las Vegas

    Chi lo direbbe, fra le tante minacce alla nostra salute in fatto di inquinamento atmosferico, acustico, per citare i più noti, ne esiste un altro più subdolo e se vogliamo incredibile pure da immaginare; stiamo parlando dell’inquinamento luminoso.

    Verrebbe da dire… che c’azzecca la luce con l’inquinamento e relativi danni per l’organismo…. C’azzecca, c’azzecca eccome, perché non è soltanto il problema rappresentato dalle tante luci delle città che di notte hanno mandato in pensione l’atmosfera struggente dei bagliori del firmamento abilmente invocata da diverse poesie… il problema semmai è quello di vedere conclamato il fenomeno in vere e proprie patologie che riguarderebbero il sesso maschile.

    A sostenerlo, stavolta, uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Haifa, in Israele, che avrebbe constatato come l’eccessiva esposizione alla luce artificiale notturna sul maschio induca il tumore alla prostata. Per giungere a ciò si è voluto studiare l’incidenza della neoplasia nelle diverse città della terra, evidenziando che laddove si viva in luoghi meno illuminati l’incidenza della neoplasia è bassa, visto che si contano 67 casi su centomila residenti uomini.

    Laddove invece l’irraggiamento artificiale sia medio, aumenta l’incidenza del tumore del 30%, mentre dove la luce è eccessiva si giunge ad una percentuale davvero allarmante, ovvero pari all’80% .

    A questo punto ci si interroga…. quale sarà mai la causa? Parrebbe che questa consisterebbe nella minore produzione di melatonina, ovvero, quell’ormone implicato del ciclo sonno-veglia che, se alterato, modifica le difese naturali dell’organismo.

    Fonte foto: Viaggiare-liberi