Tumore alla mammella: i più sofisticati e moderni esami diagnositici

Tumore alla mammella: i più sofisticati e moderni esami diagnositici

Masmmografia o ecografia mammaria, Risonanza magnetica o biopsia, perchè si sceglie l'uno o l'altro metodo di indagine in caso si sospetto di neoplasia mammaria?

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    Mammografia

    Dopo aver parlato della colonscopia virtuale parliamo, nell’ambito dei progressi medico-scientifici in fatto di diagnostica, della mammografia digitale che, a differenza di quanto accade con l’esame tradizionale che riporta i referti su pellicola, oggi è possibile risalire agli stessi mediante sistemi digitali che consentono all’operatore di leggere il tutto in grandi schermi ad alta risoluzione. Ovvi i vantaggi nel poter contare su una risoluzione migliore ai fini di una giusta diagnosi tenendo conto che tale esame diagnostico è già di per sé l’esame principe per diagnosticare, sulla base delle calcificazioni prodotte da una neoplasia mammaria, anche neo-formazioni di dimensioni infinitesimali oppure mettere il medico nella condizione si sapere della eventuale possibilità per la paziente di poter andare incontro ad un tumore nel volgere di poco tempo dall’esame, così da scoprirlo con largo anticipo.

    Il tumore alla mammella, lo spettro delle donne

    Parlando di questa neoplasia non dobbiamo dimenticare che ci riferiamo ad una patologia che affligge nella sola Italia qualcosa come 28.000 nuove pazienti ogni anno, un vero e proprio flagello che non solo non si arresta ma che tende addirittura ad aumentare anche perché lo si diagnostica con sempre maggiore facilità. Ma se la diagnostica è avanti con i sistemi di indagine, altrettanto si può dire per la metodica di cura oggi sicuramente meno invasiva di un tempo, visto che permette al chirurgo di asportare una porzione sempre più piccola di tessuto ammalato riducendo anche l’asportazione in toto dei linfonodi limitandosi alla valutazione del cosidetto “linfonodo sentinella”, per passare poi alla radioterapia durante l’intervento stesso.

    Pare ovvio concludere che ciò è possibile soltanto dopo una diagnosi precoce della malattia quando è ancora in una fase iniziale e non certo avanzata e ciò può essere compiuto solamente grazie ad una mammografia accurata fatta nei tempi e con le metodiche previste dai protocolli medici. Così come si intuisce altrettanto bene che la possibilità di giungere alla diagnosi sulla scorta di immagini sempre più chiare è elemento essenziale di valutazione, così come, poter disporre oggi della mammografia digitale consente alla moderna medicina di disporre di un’arma più efficace e precisa di un tempo.

    Ma c’è di più, con questa nuova metodica è anche possibile esporre la paziente per un lasso di tempo minore alle radiazioni X cui la mammografia si serve e anche sotto quest’aspetto va da se che la mammografia digitale venga salutata come un sistema diagnostico sempre più efficace, chiaro, preciso e, con un impatto sulla donna sempre più soft, per quanto riguarda i rischi delle radiazioni.

    Ma anche le migliori apparecchiature elettromedicali sono poco efficaci se chi legge i referti, in questo caso il radiologo in prima battuta, non ha al suo attivo una lunga esperienza e competenza professionale proprio perché, a proposito del tumore della mammella, ma la stessa cosa potrebbe valere per tante altre patologie tumorali, non si riesca a fare chiarezza sul tipo di calcificazioni cui si va incontro, discernendo quelle ascritte ad un tumore e quelle no. Per fortuna i medici radiologi in Italia contano su un bagaglio di esperienza tale che difficilmente non sono in grado di valutare al meglio una patologia del genere, fermo il fatto che la diagnosi è spesso il risultato di diversi pareri e valutazioni congiunte derivanti da un’equipe di medici di diverse specialità prima di giungere a qualsiasi terapia.

    Quando la mammografia e quando la Ecografia

    Ci si chiede cosa differenzi nei fatti l’indirizzo verso una mammografia o un’ecografia della mammella in questo caso. La valutazione circa la scelta diagnostica spetta chiaramente al medico ma ci sono delle linee che inducono il medico a dirigersi verso un esame piuttosto che un altro. Ad esempio è noto che la donna giovane abbia una componente ghiandolare maggiormente evidente rispetto a quella adiposa e questo fatto potrebbe indurre il medico a sostituire l’esame con un’ecografia oppure, in caso di eventuali pericoli afferenti ad un errore di valutazione, si potrebbe essere nelle condizioni di dover associare ad una mammografia anche un’indagine ecografica, ciò perché con questa metodica v’è la possibilità non tanto di scoprire eventuali calcificazioni, quanto invece individuare anche minuscole neoformazioni anche di appena 5 millimetri di grandezza,indirizzando gli specialisti verso il miglior trattamento da applicare.

    Ed in un momento così cruciale per la storia dell’umanità riguardo ai progressi della scienza medica, anche nel caso del tumore alla mammella oggi la moderna medicina gode di tecniche di diagnosi raffinatissime e sempre più sofisticate. E così la stessa ecografia mammaria oggi viene arricchita, allorquando il medico ricerchi la prova inconfutabile di positività o negatività di un “quadro” clinico, potrebbe servirsi di un ulteriore studio definito “studio della vascolarizzazione dei noduli con mezzo di contrasto “ i cui dati vengono studiati prima da un apposito software e poi “letti” dal medico che sarà così in grado di giungere ad una diagnosi quanto mai certa e sicura.

    La risonanza magnetica, ottimo alleato contro la malattia

    Ma poiché, come ben si sa, ogni malato o possibile tale è un caso a se stante, laddove l’anamnesi della paziente facesse propendere per una predisposizione alla neoplasia mammaria o ad una predisposizione costituzionale verso il tumore della mammella, il medico potrebbe giungere anche alla determinazione di ricorrere alla Risonanza Magnetica che, a corredo degli esami già effettuati palesa una situazione chiara,grazie a delle immagini sempre più nitide di questa metodica diagnostica e consente al medico di formulare una diagnosi scevra da ogni dubbio o errore in fase di diagnosi.

    Resta da sapere a questo punto, laddove mediante questi esami si sia giunti alla consapevolezza dell’esistenza di un tumore del quale si siano ricavati gli aspetti morfologici con dovizia estrema di particolari, le caratteristiche della neoformazione che si intende studiare per passare, successivamente, al trattamento della malattia tumorale.

    Atteso che, se è importante escludere l’eventuale presenza o meno di un tumore, fondamentale diventa il trattamento quando lo si sia diagnosticato e anche in questo la moderna diagnostica clinica oggi è in grado di mettere il medico nelle condizioni di poter trattare ogni singolo tumore sulla base della conoscenza precisa e minuziosa non solo della sua morfologia ma anche della sua consistenza ed intima natura.

    L’antica biopsia è sempre l’insostituibile sistema che consente di poter giungere alla diagnosi e all’indirizzo terapeutico, dopo, da applicarsi nella speranza di un’auspicata guarigione. Anche nell’ambito della biopsia non mancano i tantissimi progressi della medicina, che oggi dispone di aghi sempre più sofisticati di diverse dimensioni in grado di localizzare, mediante l’ausilio delle immagini, anche la più piccola neoformazione prelevando infinitesimali campioni di tessuto o di cellule sulla quale eseguire quella valutazione citologica, o anche istologica più efficace offrendo su “un piatto d’argento” al clinico o al chirurgo l’esatta diagnosi cui far seguire la migliore e più efficace metodologia terapeutica per ogni singolo e distinto caso clinico.

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