Tumore al seno: sotto accusa la prevenzione?

Tumore al seno: sotto accusa la prevenzione?

Tuttavia, secondo il gruppo di scienziati danesi, in un caso su tre in almeno cinque Paesi europei si creano delle false positività, o meglio, si diagnosticano forme tumorali dallo scarso significato clinico che portano ugualmente nel lettino operatorio la paziente aprendo per lei tutto l’iter terapeutico con la chemioterapia, pur se questa non avrebbe bisogno di tali procedure curative

da in Chemioterapia, Mammografia, Salute Donna, Sanità, Tumore al seno, Tumori
Ultimo aggiornamento:

    mammografia

    Non è che con quanto affermato da un team di ricercatori danesi che hanno pubblicato la loro ricerca scientifica sul British Medical Journal, si voglia minimamente destituire di importanza la diagnostica atta ad accertare eventuali neoplasie al seno, tutt’altro, la prevenzione che si riesce a fare contro il temibile tumore al seno mediante le mammografie e ogni altra tecnica utile per diagnosticarlo è tale che è indiscutibilmente il metodo più valido per scongiurare la temibile patologia.

    Tuttavia, secondo il gruppo di scienziati danesi, in un caso su tre in almeno cinque Paesi europei si creano delle false positività, o meglio, si diagnosticano forme tumorali dallo scarso significato clinico che portano ugualmente nel lettino operatorio la paziente aprendo per lei tutto l’iter terapeutico con la chemioterapia, pur se questa non avrebbe bisogno di tali procedure curative.

    Una dichiarazione shock questa di cui gli studiosi si assumono interamente la responsabilità, che parlano di sovra-diagnosi quando nel dubbio che possa trattarsi di un tumore si sottopone ugualmente la paziente per lo meno a chemioterapia.

    Di contro i sostenitori dei programmi di screening fanno notare, sul sito della Bbc online, che nella sola Inghilterra, questi programmi salvano ben 1.400 vite ogni anno, strappando dalla morte quasi quattro donne al giorno.

    Ma secondo i ricercatori danesi, i risultati dello studio mostrano che gli screening possono condurre a una “sovra-diagnosi” dei casi. E lo stesso Gilbert Welch, un esperto del Dartmouth Institute for Health Policy, in un editoriale che accompagna lo studio ammette che, benché le mammografie aiutino senz’altro le donne, “possono avere anche la conseguenza di portarne alcune a sottoporsi a trattamenti nonostante non ne abbiano reale necessità. E non si tratta – ricorda – di terapie leggere”.

    Una tesi molto dibattuta quella danese che alimenta polemiche e vivaci discussioni come quella sollevata da Julietta Patnick, a capo proprio del Programma di screening per i tumori del Servizio sanitario britannico, che con una nota polemica ricorda che “una donna su otto sarebbe morta senza il test”.
    Fonte: Ginecologia33

    392

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN ChemioterapiaMammografiaSalute DonnaSanitàTumore al senoTumori
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI