Tumore al seno: la prevenzione andrà personalizzata

Dunque, se per coloro che non presentano alcuna di queste positività valgono i criteri tradizionali in fatto di prevenzione, ben altra situazione si andrà ad evidenziare in tutti gli altri casi

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    Mammografia

    Il rischio di un eventuale tumore al seno andrà valutato, oltre che col medico, anche per effetto della presenza di determinati fattori aggiuntivi che tendono a far salire l’alea di poter incorrere in tale grave patologia, fattori questi che devono anche indurre la donna a sottoporsi con regolarità diverse alla mammografia. Infatti, la presenza di uno o più casi di tumore del seno in famiglia, il sovrappeso, l’aver o meno avuto figli, la sedentarietà, l’assunzione della terapia ormonale sostitutiva, particolari caratteristiche della mammella e interventi precedenti diventeranno criteri per dividere le donne in tre categorie di rischio (normale, medio e alto).

    Dunque, se per coloro che non presentano alcuna di queste positività valgono i criteri tradizionali in fatto di prevenzione, ben altra situazione si andrà ad evidenziare in tutti gli altri casi, dovendo prevedere in questi, corsie preferenziali e l’utilizzo di strumenti più sensibili, come la mammografia digitale. Non più quindi un esame standard ogni 24 mesi fra i 50 e i 69 anni, ma uno screening ritagliato su misura. E ancora, l’estensione per le quarantenni e per le over 70.

    A tale risultato si è giunti dopo uno studio della Commissione Prevenzione e Screening del Ministero della Salute, con un unico obiettivo; ridurre drasticamente i 12.000 decessi all’anno per tumore al seno, nella sola Italia, su 38.000 nuovi casi accertati. Diventa fondamentale dunque la diagnosi precoce in grado di minimizzare l’exitus del 98%. Merito della prevenzione ma anche delle terapie target sviluppate negli ultimi anni, in grado di agire solo sulle cellule malate.