Tumore al seno: diagnosi e terapie mirate per le forme più aggressive

Tumore al seno: diagnosi e terapie mirate per le forme più aggressive

L'oncologia si fa sempre più mirata: ora anche le forme di tumore al seno più aggressive si riconoscono con specifici test diagnostici e sono trattabili con terapie mirate, che hanno ridotto la mortalità del 30%

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    Diagnosi e terapie mirate contro il cancro al seno più aggressivo

    Non tutti i tumori al seno sono uguali. Ci sono forme più aggressive di altre, il 20-30% dei casi, che presentano una caratteristica particolare: le cellule tumorali hanno un numero più elevato di recettori HER2, particolari strutture che permettono alle cellule di acquisire determinate proprietà, come quella di moltiplicarsi più rapidamente.

    Quello che in apparenza è un punto di forza di queste cellule tumorali, è oggi il loro punto debole: da alcuni anni, infatti, è disponibile un test di laboratorio che, analizzando una biopsia, permette di rilevare il numero di recettori e quindi identificare le forme tumorali più aggressive.

    Ma soprattutto, oggi esistono farmaci mirati, capaci di andar a colpire proprio le cellule con questi specifici recettori: nel caso del tumore al seno si tratta di un anticorpo chiamato trastuzumab. Da quando sono stati messi a punto il test e la terapia mirata con trastuzumab, la mortalità in queste forme tumorali è scesa del 30% circa. E sono oltre 10.000 ogni anno in Italia solo le donne colpite da questa forma di tumore al seno.

    Ci sono, però, ancora margini di miglioramento e l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) punta a ridurre i margini di errore di interpretazione del test HER2, ancora attorno al 20%. “E’ fondamentale, ad esempio, che la ricerca venga eseguita subito dopo il prelievo del campione, per evitare che si deteriori. Indispensabile la competenza del personale ma anche la frequenza con cui si esegue l’esame: i centri con una casistica maggiore avranno probabilmente più esperienza e meno rischi di sbagliare.

    Ma servono anche procedure di verifica della qualità del test” chiarisce Pierfranco Conte, Direttore del Dipartimento di Oncologia del Policlinico di Modena e Reggio Emilia.

    E le speranze di terapie sempre più mirate sulle caratteristiche del tumore, intanto, si accendono anche per altre forme di cancro: test e cure così mirate e sofisticate esistono già anche per quello al polmone (in questo caso si ricercano i recettori HER1) e recentemente è stato approvato dall’EMEA l’utilizzo di trastuzumab nelle metastasi del tumore allo stomaco.

    Immagine tratta da: Blogmamma.it

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