Tumore al seno: autopalpazione e prevenzione

Tumore al seno: autopalpazione e prevenzione

La tecnica dell'autopalpazione del seno è ottima per individuare se ci sono delle anomalie nello sviluppo dei seni e nel normale andamento ormonale della mammella: ingrossamenti anomali, cisti, noduli, sarano immediatamente rilevati con questo metodo pratico e veloce

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    Autopalpazione

    L’autopalpazione del seno è una pratica veloce e relativamente sicura che consente di individuare precocemente e senza il bisogno di effettuare esami approfonditi, la presenza di eventuali noduli infiammati o insorgere di gonfiori anomali che potrebbero essere il segno di qualcosa in atto, magari anche non grave, non allarmiamoci alle prime.

    Dopo i 30 anni l’autopalpazione è una pratica consigliata: sarà sufficiente una buona visita ginecologica per imparare a palparsi nel modo più corretto ed efficace. Ovvio che la palpazione da parte di uno specialista mette l’animo in pace, mentre in autonomia non si può mai essere sicuri, ma le due cose non si escludono.

    Con la autopalpazione si possono individuare le prime forme di nodulo, cisti o gonfiore anomalo, che saranno diagnosticate a differenza di un mese, per cui la pratica ha una buona efficacia in fatto di prevenzione del tumore alla mammella.

    La tecnica viene praticata dalla donna una volta al mese, fatto che consente di segnare da parte ogni eventuale anomalia, da comunicare al proprio ginecologo in tempo reale, per una visita approfondita da farsi il prima possibile e d’urgenza.

    L’auto-diagnosi è tanto più precisa quanto più siamo vicini alle mestruazioni, l’ideale sarebbe il giorno prima, finché il seno non è in fase di gonfiore per la mestruazione in atto. In quel periodo, mettendosi eretti davanti allo specchio, con una buona luce diretta sul corpo, si possono osservare le variazioni di misura del seno e procedere alla palpazione, avendo cura con un secondo specchio di osservare se ci sono pieghe, arrossamenti, affossamenti, retrazioni, irregolarità in consistenza e colore del capezzolo e dell’areola mammaria.

    Si procede poi al tatto: alzando le braccia si controlla il quadrante inferiore della mammella, la parte sottomammaria e l’areola, palpeggiando se ci sono noduli ingrossati.

    Infine, contraendo i pettorali con le mani sui fianchi, si cerca di rilevare la presenza di anomalie nella forma e nella direzione del seno e del capezzolo, rispetto alla normalità, va precisato che i due seni sono differenti l’uno dall’altro e che, dopo la mestruazione, sono meno pieni e più cadenti, questi cambiamenti non devono allarmare, sono normali.

    Per concludere l’autopalpazione si controlla la zona delle ascelle, appoggiando il braccio su un piano, il che consente di formare un angolo retto che serve per evidenziare se i noduli ascellari e le ghiandole laterali sono sane. Per avere maggiore sensibilità è bene usare i polpastrelli della mano opposta al seno che si visita, senza èremere troppo: il nodulo, se c’è, si sente bene.

    La parte conclusiva della visita consiste nel distendersi sulla schiena, mettendo sotto la spalla del seno che si visita un cuscino, che mette in evidenza il seno.

    Si comincia la palpazione partendo dal margine esterno e poi inferiore, interno e superiore, massaggiando dolcemente il seno fin verso il capezzolo, in questo modo ogni irregolarità si sente immediatamente. Per facilitare si può usare un sapone o un olio.

    Non dovrebbe essere difficile identificare e scoprire un qualcosa di diverso dal solito nel proprio corpo, l’unico limite che questa visita pone è la sensibilità al tatto, in caso contrario, se non si ha sensibilità nella mano e nelle dita, non ha una buona utilità.

    Fonte: Angelini
    Foto: Ginecologia e Ostetricia

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