Tumore al polmone: se il nodulo è piccolo ci si salva

Tumore al polmone: se il nodulo è piccolo ci si salva

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Nonostante i tanti progressi fatti dalla medicina e dalla scienza in generale, il tumore al polmone resta una delle neoplasie più gravi, al punto che per gli uomini è il tumore che fa più vittime e quale terza causa di morte, sempre per tumore, è quella che uccide in larga misura anche le donne. Non è che di tumore al polmone non si possa guarire, tutt’altro, ma se prendendo una regione come l’Emilia Romagna, che ultimamente è stata attenzionata da vicino, si assiste al verificarsi di 85 nuovi casi di neoplasia polmonare all’anno ogni centomila uomini e 22 su centomila donne, purtroppo molto delle quali decedono per questo tipo di neoplasia, una ragione c’è!

La ragione è data dal fatto che il tumore al polmone è diagnosticato troppo spesso in ritardo potendosi espandere in maniera del tutto silente, ma anche da un’altra motivazione rappresentata dal fatto che chi è colpito da questo tumore è spesso “spaventato” di poter scoprire qualche problema alla sua salute, polmoni in primis, perché attua uno stile di vita “pericoloso”, ad esempio, continua a fumare in maniera imperterrita. Fermo il fatto che parliamo pur sempre di una delle neoplasie più invasive e gravi.

Eppure, ben lungi dal considerare una cura definitiva contro il tumore al polmone, oggi con la chirurgia si riesce ad ottenere una sopravvivenza del 77% di cinque anni rispetto al momento in cui la malattia si conclama; ahinoi, tale sopravvivenza scende intorno ai quattro anni quando le metastasi hanno invaso le regioni linfonodali. Ma si potrebbe fare molto di più rispetto a quanto facciano le terapie, chemioterapia in primis, se ci si orientasse con maggiore impegno verso la diagnosi precoce.

E’ stato questo il senso del convegno “Il nodulo polmonare di piccole dimensioni” organizzato dall’AUSL di Ravenna e da Villa Maria Cecilia Hospital, tenutosi il 2 ottobre 2009 presso l’Area Formazione della struttura di Cotignola con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri provinciale. L’incontro è stato coordinato da Sandro Mattioli, Professore di Chirurgia Toracica dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Direttore dell’Unità di Chirurgia Esofago-polmonare che opera a Villa Maria Cecilia assieme al Modulo di Chirurgia Toracica dell’AUSL di Ravenna, e ha visto la partecipazione di alcuni tra i massimi esperti italiani in radiologia toracica e nei programmi di screening per la diagnosi precoce delle neoplasie polmonari. Nutrita la platea, con la partecipazione di oltre 200 Medici delle diverse Specialità (Oncologi, Chirurghi toracici, Pneumologi, Radiologi ), Tecnici e Specializzandi provenienti da tutta la Regione Emilia-Romagna.

La diagnosi radiologica intesa come uno dei primi approcci verso la malattia, ma lo stesso supporto psicologico per malati e loro parenti nel caso di una diagnosi fatale diventano dei cardini da osservare ed applicare nei confronti di una malattia tanto grave quanto il tumore al polmone. Lo ha ben spiegato il professore di Psicologia Clinica all’Università di Bologna Nicolino Cesare Rossi: «Con le strumentazioni attualmente a disposizione è possibile identificare nel polmone noduli di dimensioni millimetriche. Ciò permette di scoprire neoplasie latenti, con eccellente possibilità di cura. Ma per arrivare alla diagnosi il paziente deve sottostare a un iter anche relativamente lungo, che può mettere a dura prova il suo equilibrio interiore. Di qui la necessità di porsi il problema di come comunicare con questo tipo di paziente e supportarlo in questo delicato frangente».

Al convegno di Cotignola sono state poi illustrate le ultime novità nel campo degli strumenti per la diagnostica. Accertata la presenza di un nodulo polmonare, si può utilizzare la TAC per calcolarne il volume e il tempo di accrescimento – parametri fondamentali perché la massa neoplastica ha ritmi di sviluppo molto più elevati di quelli delle formazioni benigne. Ma risultati ancora più affidabili si ottengono con la TAC-PET, esame che in molti casi può dirimere fin da subito ogni dubbio. Ed è allo studio del GOP, il Gruppo Oncologico Polmonare composto da ricercatori che operano tra l’AUSL di Ravenna e Villa Maria Cecilia, la possibilità che questa avanzatissima tecnologia, presente a Villa Maria Cecilia, venga utilizzata come esame d’elezione. Allo studio anche la possibilità di attivare programmi di screening rivolti a fasce di persone a rischio. «Si tratta di test che richiedono un notevole impegno economico e organizzativo – puntualizza il Professor Mattioli – ma necessari, una volta comprovati i benefici in termini di prevenzione e cura».

Al workshop hanno portato il loro saluto il Dottor Bruno Biagi, Vice Presidente del Gruppo Villa Maria e Direttore Generale di Villa Maria Cecilia Hospital, e il Dottor Paolo Viozzi dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Ravenna che ha ribadito: «Il nostro obiettivo è quello di costruire percorsi diagnostico-terapeutici volti a garantire la massima efficienza, con risposte rapide e totalmente affidabili, ottenute nel raggio di pochi chilometri dalle abitazioni dei pazienti, integrando le professionalità e le tecnologie già presenti». Più che una dichiarazione di intenti, un vero e proprio impegno, da onorare sfruttando al massimo la sinergia tra pubblico e privato.
Fonte tratta da intervista: PRS Consulting Group

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Gio 15/10/2009 da

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MONICA 16 ottobre 2009 22:19

Mah sono dubbiosa sempre su questi miracoli della prevenzione, mia nonna è mancata per un cancro al polmone in stadio avanzato e l’oncologo ci disse alla nostra domanda: se l’avessimo trovato prima? “guardate, probabilente un nodulo piccolo si operava senza problemi, ma di solito, dopo un po’ di anni torna e nel frattempo, un intervento al polmone non è nemmeno cosa da poco. Se contate che ci vogliono anni spesso prima che un piccolo nudulo degeneri, non so cosa sia più conveniente.”
In effetti due signore che erano nel reparto erano state operati anni fa, in seguito a una diagnosi formulata dopo un sospetto casuale, con esami eseguiti per altri motivi ed erano anche più giovani di mia nonna.Alla fine mi chiedo se ci ridurremo tutti a controllarci ogni anno ogni singola parte del corpo per trovare nuduli e noduletti di dubbia “provenienza” e se il nostro destino sarà quello di vivere con la spada di damocle in testa quasi tutta la vita.

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MICHELA 19 novembre 2011 19:42

ciao a tutti sono michela e mio cugino ha un nodulo abbastanza grande al polmone.Volevo chiedervi per caso qualcuno di voi e guarito da questa malattia???E per favore ditemi con che metodi avete fatto???
ciao a tutti
Michela

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