Tumore al fegato: nuova terapia di successo

Tumore al fegato: nuova terapia di successo

Secondo quanto pubblicato dai suddetti medici il trattamento innovativo prevedrebbe un attacco al tumore in maniera meccanica in luogo o in associazione ad eventuali terapia con antitumorali e si avvarrebbe dell’introduzione di una sonda abbastanza sottile di poco più di un millimetro e mezzo

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    Se tale procedura dovesse superare l’ambito ancora sperimentale che ancora la riguarda assumendo quella di normale prassi terapeutica, non potremmo certo affermare, trionfanti, che il tumore al fegato abbia i giorni contati, ma potremmo sicuramente affermare che molti casi di neoplasia epatica potrebbero essere risolti al meglio.

    La validità della notizia è data soprattutto dal fatto che proviene da accreditati ambienti scientifici quali di fatto sono gli ospedali di Marciano, in Umbria e dall’equipe capitanata dai dottori Attilio Solinas e Paolo Brunori del servizio di Gastroenterologia ed Epatologia della ASL 2, i quali hanno potuto constatare il successo terapeutico di riduzione di massa tumorale in soggetti sottoposti a tale terapia senza il ricorso, per’altro, alla narcosi, fatto che oltretutto rende più praticabile l’intervento anche i soggetti particolarmente defedati dalla malattia o da eventuali cure o, ancora, da possibili multipatologie in atto, soprattutto in pazienti anziani.

    Secondo quanto pubblicato dai suddetti medici il trattamento innovativo prevedrebbe un attacco al tumore in maniera meccanica in luogo o in associazione ad eventuali terapia con antitumorali e si avvarrebbe dell’introduzione di una sonda abbastanza sottile di poco più di un millimetro e mezzo orientata verso la massa tumorale; durante la procedura la manovra viene assistita in tempo reale dalle immagini ecografiche che orientano l’operatore.

    Durante la manovra il medico mira direttamente sulla massa tumorale da asportare mediante l’invio di microonde che scaldano le cellule tumorali fino a distruggerle, colpendo superfici neoplastiche di diametro massimo di 5 centimetri per volta. Ogni seduta ha una durata di 10 minuti circa, trattandosi di tecnica poco invasiva può essere ripetuta anche a distanza di poco tempo dalla seduta precedente e pare funzionare bene sia che si tratti di un tumore del fegato ivi generato, ovvero primitivo o metastatico, cioè, quando il tumore principale sia in altra sede.

    L’equipe diretta da Solinas esegue procedure interventistiche per via ecoguidata, quali biopsie addominali e trattamenti dei tumori del fegato, gia’ dal 1985, con una casistica di oltre 6000 casi provenienti dall’Umbria e da fuori regione. Nello specifico, questo nuovo trattamento del tumore epatico si chiama termoablazione percutanea ecoguidata, mediante emissione di micronde.

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