Tumore al fegato: la termoablazione

Tumore al fegato: la termoablazione

Il tumore al fegato colpisce ogni anno circa 7

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    tumore al fegato


    Il tumore al fegato
    e’ considerato uno dei piu’ rari, almeno in Europa, e in Italia colpisce 7000 persone all’anno, causandone nella maggioranza dei casi il decesso, a causa della sua piu’ pericolosa caratteristica: la silenziosita‘. Il cancro al fegato non si manifesta con grandi segni e con gravi dolori, fino a quando l’addome non comincia a gonfiarsi, la schiena e i fianchi fanno male, la pelle diventa giallastra, le urine scure e la capacita’ di pulire il sangue precipita: ma quando questo accade e’ tardi per intervenire.

    La malattia e’ una delle piu’ difficili da affrontare, nonostante tecnica e ricerca abbiano fatto passi da gigante negli ultimi 15 anni, perche’ puo’ essere curata in vari modi, ma non contemporaeamente, per cui e’ bene che il malato decida coscientemente la sua cura, sapendo che cosa puo’ guadagnare e che cosa ne puo’ perdere. Solo se la malattia e’ affrontata negli stadi iniziali, le possibilita’ di guarigione sono alte, in caso contrario, invece, e’ necessario che il malato abbia delle potenzialita’ fisiche molto alte, e goda di particolare benessere, per essere in grado di superare la debilitazione gravissima di questo terribile male.

    Gli interveti chirurgici per il tumore al fegato sono sempre impegnativi, e piu’ spesso l’obiettivo e’ quello di bloccare la malattia e di “congelarla” per permettere al malato una vita che sia “vivibile”, monitorando gli sviluppi del male, ma in realta’ senza debellarlo completamente. Piu’ facile e’ che l’intervento abbia successo se la massa tumorale e’ singola, o se si sviluppa in poche masse, in questo modo l’asportazione e’ piu’ semplice, e puo’ riguardare anche un lobo intero dell’organo, mentre una operazione totale richiede un trapianto contestuale, non sempre fattibile.

    Quando, insieme al tumore, si sviluppano altre malattie non e’ possibile affrontare l’operazione chirurgica, e bisogna scegliere altre vie; una di queste terapie consiste nella Termoablazione, che consiste nell’inserimento di un ago che, grazie alla potenza della radiofrequenza e sotto monitoraggio ecografico, necrotizza il tessuto neoplastico del tumore a una temperatura superiore ai 42°. L’intervento si puo’ fare i anestesia locale e viene regolarmente praticato per i piccoli tumori presso l’ospedale di Vimercate (MI), l’ospedale di Piacenza ed il Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna; altra tecnica possibile, quella della Iniezione di Etanolo: consiste nella bruciatura con etanolo iniettato nel fegato ed e’ la tecnica piu’ diffusa e piu’ praticata attualmente; Chemioterapia con farmaci antitumorali, iniettati nel fegato tramite catetere; Chemioembolizzazione per trattenere i farmaci chiemioterapici nel fegato, e raddoppiarne l’efficacia, infine la Radioterapia e in casi estremi asportazione e Trapianto. Il fegato, purtroppo e per fortuna, ha una velocita’ di rigenerarsi superiore a tutti gli altri organi, per cui le possibilita’ di ricaduta sono piuttosto alte e a ridosso della prima malattia.

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