Tumore ai testicoli: sintomi iniziali, come riconoscerlo, sopravvivenza, cure e conseguenze

Il tumore ai testicoli è una patologia abbastanza rara ma, quando si presenta, non va sottovalutata. È importante saper riconoscere i sintomi iniziali, che possono includere dolore e la presenza di un nodulo. Qual è il tasso di sopravvivenza legato al tumore ai testicoli? Come riconoscerlo? Quali sono le cure e le conseguenze? Scopriamo di più in merito.

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    Cancro ai testicoli

    Quali sono i sintomi iniziali del tumore ai testicoli? Come riconoscerlo? Qual è il tasso di sopravvivenza? Quali sono le cure e le conseguenze? Il tumore ai testicoli è un’eventualità rara, ma non impossibile, che rappresenta circa l’1 per cento delle forme tumorali maschili. Non molto diffuso, è una patologia da non sottovalutare e di cui è necessario stabilire una diagnosi precoce. Come si manifesta il tumore ai testicoli? Qual è la sintomatologia esatta che lo riguarda? Qual è il trattamento per la guarigione? Scopriamo di più su questa patologia dell’apparato genitale maschile.

    Cos’è

    Il tumore ai testicoli o tumore testicolare è, per l’appunto, una forma tumorale che colpisce i testicoli, gli organi sessuali maschili deputati alla produzione di alcuni ormoni e degli spermatozoi, indispensabili per la fertilità e la riproduzione.

    Il tumore ai testicoli è un processo neoplastico poco comune, che ha origine nelle cellule di una o di entrambi le gonadi maschili note come “testicoli”: può, dunque, colpire sia il testicolo sinistro che quello destro.

    I testicoli sono le gonadi maschili, che rappresentano i principali organi riproduttivi del maschio: questi sono contenuti nello scroto e producono milioni di spermatozoi – cellule sessuali dell’uomo – e gli ormoni sessuali maschili, cioè il testosterone.

    A seconda del tipo di cellule testicolari colpite dalla neoplasia, il tumore ai testicoli può avere diverse forme: il 95 per cento dei tumori ai testicoli hanno, comunque, origine nelle cellule da cui provengono gli spermatozoi, cioè le cellule germinali; mentre, il restante 5 per cento riguarda i tumori originati in cellule testicolari non germinali come, ad esempio, il tumore alle cellule di Leydig o il tumore alle cellule del Sertoli.

    Il tumore ai testicoli è una neoplasia rara: rappresenta, infatti, soltanto l’1 per cento dei tumori che colpiscono gli individui di sesso maschile e solo il 3-10 per cento dei tumori legati all’apparato urogenitale maschile. A esserne maggiormente colpite sono le persone tra i 15 e i 44 anni d’età.

    I sintomi iniziali e come riconoscerlo

    Quali sono i sintomi iniziali del tumore ai testicoli? Come riconoscerlo? Come si manifesta? La sintomatologia può includere:

    • Dolore scrotale o ai testicoli;
    • Rigonfiamento a livello dei testicoli;
    • Presenza di un nodulo al testicolo o un grumo;
    • Fastidio nella zone dei testicoli o dell’inguine;
    • Dolore all’addome, in casi più rari;
    • Senso di fatica;
    • Idrocele, raccolta di liquido nello scroto e attorno al testicolo;
    • Pesantezza allo scroto;
    • Malessere generale;
    • Emospermia;
    • Sangue nelle urine;
    • Ginecomastia, ovvero l’aumento anomalo del seno.

    I segnali non sono da sottovalutare e potrebbero presagire la presenza di anomalie a livello dei testicoli.

    In genere, è molto diffuso il rigonfiamento a livello di uno o di entrambi i testicoli, che può anche essere indolore, un nodulo duro rilevabile al tatto: tale nodulo può avere dimensioni variabile ed essere grande quanto un pisello o come un limone.

    Altri segnali da non sottovalutare possono essere la presenza di sangue nelle urine e nell’eiaculato. In alcuni casi, il tumore ai testicoli può essere asintomatico.

    I principali sintomi del tumore al testicolo possono essere individuati tramite autopalpazione.

    Le conseguenze

    Le conseguenze del tumore ai testicoli possono includere delle complicazioni, soprattutto quando questo non è curato.

    Il tumore ai testicoli può diffondersi ad altre parti del corpo e, attraverso il sistema linfatico o sanguigno, invadere i linfonodi limitrofi e, successivamente, il resto del corpo: è in questo caso che il tumore ai testicoli va in metastasi. In linea generale, ci sono quattro stadi per il tumore ai testicoli:

    • Stadio 1: quando il tumore è limitato al testicolo affetto;
    • Stadio 2: quando il tumore comprende il testicolo colpito e i linfonodi limitrofi della zona pelvica e dell’addome;
    • Stadio 3: quando il tumore si diffonde dal testicolo ai linfonodi del torace;
    • Stadio 4: quando il tumore è diffuso e ha colpito anche gli organi del torace e dell’addome, come fegato e polmoni.

    Ad influire sulla classificazione del tumore sono la grandezza della massa tumorale e la capacità di diffusione del tumore.

    Le cause

    Le cause del tumore ai testicoli non sono note con esattezza ma, osservando un gran numero di casi, è stato possibile appurare che tale neoplasia sia legata a determinate condizioni più che ad altre. Tra i fattori di rischio, ci sono, quindi:

    • Criptorchidismo, ovvero la mancata discesa del testicolo, ritenuto nell’addome o nell’inguine;
    • Familiarità per il tumore;
    • Infertilità;
    • Fumo;
    • Elevata statura.

    Più che di vere e proprie cause, quando si tratta di tumore ai testicoli, è meglio parlare di fattori di rischio e di condizioni predisponenti.

    Tra tutti i fattori predisponenti, il criptorchidismo è il più influente, per cui è necessario intervenire tempestivamente nei bambini che ne sono affetti, tramite un intervento chirurgico che possa ridurre al minimo la possibilità di sviluppare una neoplasia.

    Da non sottovalutare è la questione genetica: chi ha storie di tumori ai testicoli in famiglia rischia maggiormente di ammalarsi.

    Secondo alcuni studi, anche l’infertilità e l’elevata statura possono aumentare il rischio di contrarre la patologia, sebbene non si sappia ancora a cosa sia dovuto tale legame.

    Come per altri tipi di tumori, poi, il fumo è un fattore di rischio importante.

    La diagnosi

    Per smascherare la presenza di un tumore, di cellule che si riproducono in modo anomalo e pericoloso all’interno dei tessuti dei testicoli, è necessario effettuare alcuni accertamenti diagnostici.

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare il medico che – tramite una serie di esami e analisi – stabilirà la diagnosi e la terapia più adatta al caso specifico: l’esame obiettivo servirà per analizzare i testicoli e il rigonfiamento sospetto.

    Oltre allo studio dei sintomi e alla visita medica, potrebbe essere necessario effettuare dei test di approfondimento, così da escludere l’eventuale presenza di altre malattie: ad esempio, potrebbero essere richieste ecografie per capire la posizione e la misura dell’anomalia testicolare, il dosaggio ematico di marcatori tumorali specifici – come l’alfa-fetoproteina e il beta HCG – l’orchiectomia radicale inguinale, l’esecuzione di TAC e la biopsia – ovvero, il prelievo del testicolo o di una parte di tessuto da osservare al microscopio – per confermare l’effettiva presenza di un tumore ai testicoli.

    Le cure

    Quali sono le cure per il tumore ai testicoli? Tutto dipende dallo stadio in cui avviene la diagnosi. Le opzioni a disposizione per trattare il tumore ai testicoli sono, generalmente, tre: la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia.

    Quando il cancro viene diagnosticato tempestivamente, riconosciuto e identificato nella sua fase iniziale, solitamente, si opta per l’intervento chirurgico in abbinamento, nei casi più gravi, ad alcuni cicli di radioterapia e chemioterapia: l’intervento prevede l’asportazione chirurgica del testicolo – procedimento noto come orchiectomia – colpito dal tumore; la radioterapia consiste in cicli di radiazioni ionizzanti per distruggere le cellule del tumore; mentre, la chemioterapia ha lo scopo di eliminare dall’organismo le cellule neoplastiche, tramite la somministrazione di farmaci per bocca o per via endovenosa.

    L’orchiectomia è un intervento che, ovviamente, richiede l’anestesia generale per poter praticare un’incisione a livello inguinale, attraverso cui asportare l’intero testicolo malato dallo scroto ed, eventualmente, sostituirlo con uno artificiale in silicone. Ovviamente, prima si procederà con l’operazione e minore sarà il rischio che la neoplasia invada gli altri organi.

    In caso di orchiectomia su un solo testicolo, libido e fertilità non verranno intaccate; la situazione cambia, invece, se vengono rimossi entrambi gli organi: in questo caso, si parla di “orchiectomia bilaterale” ed è possibile abbinarvi una terapia ormonale a base di testosterone per ovviare al calo del desiderio sessuale; mentre, la produzione di spermatozoi non può essere ripristinata.

    Può capitare che vengano contaminati dal tumore anche i linfonodi addominali: in tale circostanza, dovranno essere rimossi con un intervento chirurgico anche questi ultimi.

    È possibile che vi siano delle ricadute, ovvero che la neoplasia si ripresenti nei primi due anni dalla fine della terapia: è necessario, quindi, sottoporsi a controlli periodici.

    La prognosi e la sopravvivenza

    Infine, si muore di tumore ai testicoli? Qual è il tasso di sopravvivenza? La prognosi, quando avviene una diagnosi precoce, è abbastanza buona, ma vanno considerati fattori come la tempestività di intervento, la gravità della condizione, l’età e lo stato di salute del paziente: secondo alcuni studi, il 90 per cento dei pazienti – ovvero, 9 casi su 10 – guarisce completamente.