Tumore ai polmoni in aumento fra le donne

Tumore ai polmoni in aumento fra le donne

Sale la percentuale delle persone, soprattutto donne, colpite dal tumore al polmone, per colpa del fumo, ma non solo

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    Il tumore ai polmoni è sempre piu donna

    Quando si tratta del terribile binomio donne e tumore, il cancro che viene subito alla mente e che fa sempre troppa paura è quello che colpisce il “cuore” della femminilità, il seno. In realtà, è un’altra forma tumorale che, sempre più spesso, si tinge di rosa, colpendo una percentuale importante della popolazione femminile, con tassi di incidenza in costante crescita: è il tumore ai polmoni. Le stime tracciano un quadro della situazione attuale e di quella futura non troppo confortante.

    Nel 2011 i casi di tumore ai polmoni registrati sono stati 38 mila, destinati ad aumentare fino a raggiungere quota 45 mila entro il 2020 e 51 mila nel 2030. Forte di questi numeri spaventosi, il cancro polmonare si aggiudica di diritto l’appellativo di “big killer”, imputato e condannato per oltre un quarto della morti oncologiche in Italia. Se si è sempre conferito a questo tipo di cancro un’accezione maschile, ora, i dati costringono a cambiare completamente idea: i tassi di incidenza del tumore al polmone con le percentuali di crescita più elevate si registrano proprio fra le donne.

    La colpa, tutta delle sigarette? Anche, ma non solo. E’ preoccupante anche la fetta di pazienti colpite dal tumore ai polmoni, senza aver mai ceduto al “fascino” delle bionde. “Oggi un caso di cancro polmonare su 5 (20%) viene diagnosticato nei non fumatori, il dato è in aumento e l’incremento riguarda perlopiù le giovani donne” ha sottolineato, da Chicago, in occasione del congresso Asco (American Society of Clinical Oncology), il professor Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di oncoematologia dell’ospedale Moscati di Avellino.

    Scagionate, ma solo in parte, le terribili sigarette, il pericoloso vizio del fumo, che rimane il responsabile dell’80% dei casi, l’allarmante trend al rialzo del tumore polmonare registrato fra le donne, viene attribuito, solitamente a “fattori genetici e ormonali, la verità è che le ragioni reali non le abbiamo ancora capite” ha ammesso Gridelli.

    “Quarant’anni fa, la possibilità che un non tabagista potesse ammalarsi di cancro al polmone non veniva nemmeno presa in considerazione. Se gli esami eseguiti su un non fumatore mostravano una lesione polmonare, il carcinoma veniva escluso a priori.

    Spesso si tranquillizzava il paziente dicendogli che non era nulla di maligno. Mentre il cancro al polmone da fumo è una neoplasia ormai ben codificata quello dei non fumatori è completamente diverso. E’ praticamente un’altra malattia, un caso a sé” ha osservato l’oncologo.

    In veste di “osservato speciale” da parte degli esperti alla ricerca di un possibile responsabile di questo incremento del rischio di sviluppare il tumore polmonare, c’è il Dna. “Si è visto che nelle pazienti che si ammalano di cancro al polmone pur non fumando la mutazione del gene che codifica per il fattore di crescita Egfr è presente nel 50% dei casi. Un dato di gran lunga superiore a quello della popolazione generale” ha aggiunto l’esperto.

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