Tubercolosi: tra le malattie infettive è il secondo “killer”

La TBC o Tubercolosi è considerata la seconda causa di morte tra le malttie infettive

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    Tubercolosi

    Lo scorso 24 marzo si è celebrata la giornata mondiale per la lotta contro la tubercolosi. Patologia della quale non si parla più come in passato. Purtroppo la tubercolosi, indicata con la sigla TBC, è viva e vegeta, ed è più attuale di quanto si possa pensare. Per fare una stima in percentuale: in Italia circa 5000 persone sono colpite da TBC. Nel mondo causa quasi 2 milioni di morti l’anno. Dato questi numeri, così spaventosi, la TBC è da considerare la seconda causa di morte tra le malattie infettive. Perchè è una patologia di cui non si parla, non si discute? Il perchè l’ha spiegato il Presidente dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) Margaret Chan: è sopratutto una malattia dei poveri. Perciò è facile che passi sotto silenzio.

    Purtroppo la TBC si trova, in particolar modo, nei Paesi dove fanno da padroni la povertà ed i svantaggi sociali. E’ una patologia presente in tutto il mondo, circa dieci milioni di persone contagiate, ma il 2% dei casi (secondo statistiche del 2008) è localizzato nel Sud Est asiatico e in Africa. L’india e la Cina sono i paesi in cui la malattia è più diffusa. Secondo il Presidente dell’OMS, la TBC prospera sia nei paesi ricchi sia nei Paesi poveri, in quanto il nostro mondo è caraterizzato da un’urbanizzazione molto veloce e disordinata, differenze nella ricchezza sempre più ampie, causando così un incremento di larghe fasce di svantaggio sociale in ogni parte del mondo. Ciò significa che anche se un Paese è considerato ricco, all’interno avrà comunque delle parti povere.

    Occorre che la società e l’economia mondiale cambino, solo così sarà più semplice debellare malattie, come la TBC. Grazie a molti medici, e ricercatori, che dal 1995 hanno trattato e curato 36 milioni di persone, si è constatato che le morti stanno scendendo. Tuttavia, secondo il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, la sfida attuale è quella di non cedere, i progressi non devono distrarre dagli obiettivi. La comunità internazionale ha fissato come obiettivo primario quello di fornire un accesso universale alla prevenzione e alla cura di tutte le forme di tubercolosi, sia negli adulti che nei bambini. Nei nostri giorni non ci dovrebbe essere nessuno che muore di TBC.