Tubercolosi: nuovo test diagnostico sperimentale

Tubercolosi: nuovo test diagnostico sperimentale

Oggi è la Giornata Mondiale per la Lotta alla Tubercolosi e la ricerca italiana firma un risultato importante in questa battaglia: i primi risultati positivi per elaborare un nuovo test diagnostico

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    Nuovo test per la tubercolosi

    In occasione della Giornata Mondiale per la lotta alla Tubercolosi, che ricorre oggi, 24 marzo 2011, dalla ricerca italiana arriva una bella notizia. Contrastare la diffusione di questa patologia presto potrebbe essere più facile, grazie a un nuovo strumento diagnostico: un test sperimentale in grado di distinguere, in modo rapido ed efficace, le persone colpite dalla malattia, da quelle con l’infezione tubercolare latente.

    I primi risultati raggiunti, da un team di scienziati tutto italiano, sono incoraggianti e se le ulteriori sperimentazioni li confermeranno, contrastare la diffusione della malattia, che oggi è la protagonista della Giornata Mondiale, potrebbe essere sempre più possibile.

    Una nuova tecnica diagnostica, un supporto davvero prezioso, che potrebbe garantire strategie di controllo della diffusione della tubercolosi molto più efficaci. Il merito di questo passo in avanti è da attribuire a un gruppo di ricercatori tutto italiano, dell’Università Cattolica, dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive “L. Spallanzani” di Roma e dell’Università degli Studi di Sassari.

    Nel corso della sperimentazione, in uscita sulle pagine della rivista internazionale PLoS One, gli esperti italiani hanno individuato una possibile opzione diagnostica più sicura e veloce rispetto a quella tradizionale, il test intradermico della tubercolina, per smascherare una delle malattie infettive più pericolose, la tubercolosi.


    “Il test della tubercolina presenta numerosi svantaggi, primo tra tutti non è in grado di distinguere tra infezione da Micobatteri ambientali (in genere non pericolosi per l’uomo) e da M. tuberculosis” ha osservato Delia Goletti, tra gli autori dello studio.

    Il segreto del nuovo test sarebbe in una proteina: in particolare, come ricorda il dottor Giovanni Delogu “i risultati del nostro studio dimostrano che è possibile distinguere i soggetti infettati da quelli malati, utilizzando un test in cui il sangue prelevato dal paziente viene messo a contatto con una proteina del bacillo, chiamata HBHA”.

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