Tubercolosi: con il T Spot-TB, fa meno paura, nonostante la diffusione della malattia

Tubercolosi: con il T Spot-TB, fa meno paura, nonostante la diffusione della malattia

La tubercolosi è curabile, ma esistono forme sempre più aggressive che però sono più facili da diagnosticare grazie a nuovo test

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    Un vecchio sanatorio ugtilizzato un tempo per la cura della tubercolosi oggi ripresentatasi in forme più aggressive

    Un vecchio sanatorio ugtilizzato un tempo per la cura della tubercolosi oggi ripresentatasi in forme più aggressive La tubercolosi, una malattia che si crede sia rimasta relegata all’interno di vecchi testi medici ingialliti e che invece esiste ancora rappresentando un rischio per chi vi incorre. Ciò perché, dall’inizio degli anni ottanta, la tubercolosi ha vissuto una vera e propria impennata, soprattutto a cavallo fra la fine del secolo scorso e l’inizio dell’attuale con un aumento, riferito agli ultimi dieci anni di osservazione, pari al 6% .

    La tubercolosi è una malattia infettiva causata dal bacillo di Kock e si distingue, per via della sintomatologia presentata, in due forme, primaria e post primaria. Se, nonostante l’aumento dei casi, la malattia fa meno paura è perché, a differenza di un tempo, oggi si cura, evitando anche le recidive. Più complicato, invece, il trattamento di quei soggetti con severo deficit immunitario cui si possono trovare pazienti diabetici, affetti da gravi malattie enteriche, alcolisti cronici, pazienti affetti da gravi stati di denutrizione, soggetti malati di A.I.D.S. Proprio l’AIDS ha fatto tornare alla memoria la tubercolosi che si presenta in forme gravissime, a volte, proprio in chi è ammalato dal virus dell’AIDS, considerata la caratteristica di questi ammalati di soffrire di gravi forme di deficit immunitario, a volte estreme.

    A lanciare l’allarme sulla diffusione della tubercolosi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità che dichiara trattasi di un’emergenza globale e non solo per i nuovi casi che si sono presentati all’osservazione della scienza medica nell’ultimo decennio, quanto per l’aumentata resistenza dei farmaci nei confronti del Bacillo di Kock, che potrebbe rendere vane le prime somministrazioni di antibiotici facendo perdere tempo prezioso prima di trovare la molecola più idonea a debellare la malattia.

    Novità diagnostiche
    Una buona notizia, tuttavia, ci proviene dalla Comunità Scientifica, che si avvale da poco di un nuovo mezzo diagnostico per individuare l’agente patogeno della tubercolosi in tempo utile. L’esame, eseguito mediante un normalissimo prelievo di sangue, si chiama T Spot-TB ed è già possibile effettuarlo anche in Europa.

    Tale strumento diagnostico, manderà in soffitta il vecchio test di cutireazione alla Tubercolina prossimo alla pensione dopo un secolo di onorata carriera, il T Spot-TB, al contrario del vecchio sistema diagnostico, non offre false positività ed è caratterizzato dalla massima attendibilità e, soprattutto dall’estrema immediatezza del responso, potendo dare l’esito in brevissimo tempo, al contrario di quanto avveniva in passato ove la diagnosi poteva essere o meno confermata dopo tre/quattro giorni dall’esame eseguito.

    A beneficiare per primi del nuovo strumento diagnostico, neonati, sieropositivi, individui con deficit immunitario nei quali sarà possibile accertare l’eventualità della malattia agendo in tempi ristrettissimi per debellarla. Il T Spot-TB, a differenza di quanto si faceva un tempo col vecchio sistema di localizzazione degli anticorpi, conta, nel senso letterale del termine, le cellule immunitarie del sangue in un individuo affetto dalla malattia rilasciate in un vetrino che vengono, successivamente, lette al microscopio. Il test, sperimentato in 16 Paesi del mondo, ha consentito di intervenire già in diverse migliaia di pazienti affetti o a rischio tubercolosi.

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