TSO e Diritti Umani (Il Trattamento Sanitario Obbligatorio)

TSO e Diritti Umani (Il Trattamento Sanitario Obbligatorio)

Il Trattamento Sanitario Obbligatorio ha innescato un meccanismo per cui chi soffre di disgaio mentale spesso deve ricorrere a frequenti cure e richiami, da cui l'impossibilita' al termine della cura

da in Malattie, Psicologia, Sanità
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    Il trattamento sanitario obbligatorio

    Del Trattamento Sanitario Obbligatorio si sta occupando da qualche mese a questa parte l’associazione “Every One” (che si muove nell’ambito dell’indagine per la difesa dei diritti umani), per dire al Ministero della Salute che la Legge 180, pur se ha abolito le strutture per i malati di mente, ha innescato un meccanismo per cui chi e’ affetto da disagio psichico e’ soggetto a richiami continui e ricoveri brevi coatti, che minano la sua normale stabilita’ e il suo diritto alla liberta’.

    Definendolo con le parole di “abuso istituzionale” il gruppo cerca di sensibilizzare i “normali” attraverso una raccolta firme, per opporsi alla discriminazione del diverso e del piu’ debole; ma che cosa rappresenta allora il TSO? E perche’ fa cosi’ tanta paura?

    Il TSO non e’ un vero e proprio ricovero coatto, ma e’ qualcosa di piu’: in applicazione della Legge 180, detta Legge Basaglia, e’ previsto dalla legislatura che il Sindaco, con l’emanazione di un provvedimento, possa disporre del ricovero di un suo cittadino, nel caso in cui quest’ultimo non riconosca di essere malato, o pur riconoscendo di essere malato, rifiuti di sottoporsi a cure creando motivati timori per la quiete e la salute pubblica, o per eventuali danni verso terzi causati dal suo essere malato.

    Per questo si usa parlare di TSO per trattare i casi di malattia psichica e disagio abbandonati a se stessi: raramente i malati psichici che possiedono una realta’ familiare che funziona sono soggetti a provvedimenti di questo tipo.

    La Legge 180 definisce sia gli Accertamenti, che i Trattamenti Obbligatori, e nel primo caso spesso, dopo la visita ospedaliera, si decide per il secondo, il trattamento obbligatorio, ancora in sede ospedaliera.

    Eppure il potere di dichiarare necessario questo provvedimeto e’ del Sindaco, come responsabile della sicurezza e della salute pubblica: egli, viste le certificazioni mediche che attestano una situazione di alterazione irreversibile del paziente, che risponde con un rifiuto a curarsi perentorio, ed e’ nella situazione di una totale impossibilita’ di una cura domestica, puo’ decidere per l’ordinanza di TSO.

    Secondo i firmatari della protesta, quello del TSO non sarebbe solo un abuso del potere sulla liberta’ della persona, bensi’ un vero e proprio breve sequestro di persona legalizzato, durante i cui trattamenti possono essere somministrati farmaci e cure anche estreme, senza una autorizzazione del curato e una analisi dello stato di salute generale del paziente.

    Non e’ raro che in seguito al primo TSO seguano altri TSO, a volte per necessita’ sanitaria reale, a volte perche’ anche un “non – malato” dopo un TSO puo’ cadere in un vero stato di malattia; per questo i comitati in difesa della salute si oppongono a una applicazione troppo leggera della Legge 180, chiedendo che non sia interpretata come strumento per eliminare dalla societa’ chi e’ piu’ povero o chi non riesce a stare al passo con la vita quotidiana perche’ e’ ammalato.

    Per ulteriori informazioni:

    Gruppo EveryOne
    +39 334 8429527
    info@everyonegroup.com
    Website: www.everyonegroup.com

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