Troppa tv nei bambini, disturbi della concentrazione da grandi

Troppa tv nei bambini, disturbi della concentrazione da grandi
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    Nessuna criminalizzazione della televisione, con tutti i suoi meriti, molto più di quanto si immagini, ciò non toglie che per i bambini tale strumento non deve sostituirsi ai rapporti che invece anche i piccoli devono istaurare con i genitori, con i loro coetanei; insomma, si alla televisione ma con l’avvertenza, soprattutto per i più piccoli, che non si passino più di due ore al giorno davanti all’apparecchio acceso, pena le maggiori difficoltà, da grandi, di concentrarsi al meglio a questo risultato sono giunti scienziati dell’Università di Otago a Dunedin in Nuova Zelanda.

    In pratica, secondo gli studi condotti sembrerebbe che sia i maschi che le femmine che trascorrono più di due ore al giorno davanti alla tv sviluppano, nel 40% dei casi, una maggiore difficoltà di concentrazione.

    “I bambini che durante l’infanzia guardano per più di due ore al giorno la televisione, e ancora di più quelli che arrivano a superare le tre ore al giorno, hanno presentato sintomi molto diffusi di problemi di concentrazione e apprendimento nell’adolescenza”, conferma Erik Landhuis, lo scienziato del gruppo neo zelandese che ha scritto l’articolo pubblicato da poco nella rivista Pediatrics.

    Tra i sintomi legati ai problemi di apprendimento ci sono ad esempio la capacità di prestare attenzione solo per periodi brevi di tempo, la poca concentrazione, e grande facilità a essere distratti da fattori esterni.

    Il lavoro scientifico è stato condotto su soggetti sani che non presentavano problemi di apprendimento né che vivessero una realtà sociale difficile o fossero posti all’interno di un tessuto familiare funestato da problemi ambientali ed economici.

    “Il nostro studio va ad aggiungersi alla grande quantità di letteratura che è già stata pubblicata sul tema. La morale è solo una: i genitori dovrebbero decisamente limitare il tempo che i loro bambini passano davanti alla televisione”, afferma Bob Hancox, anche lui membro del gruppo di ricercatori della Nuova Zelanda.Questo ci dice che gli effetti della televisione durante l’infanzia si ripercuotono sulla nostra capacità di prestare attenzione per lungo tempo”, aggiunge Erik Landhuis.

    Secondo lo scienziato, ci sono varie motivazioni che potrebbero spiegare questo fenomeno.

    Parrebbe dallo studio che il cambio rapido delle scene viste in tv abitui il cervello dei bambini a ricercare anche nella realtà le stesse sequenze riscontrate nella finzione al punto che una volta che i piccoli si rapportano con la vita fuori dalla tv non riescano a modulare al meglio la realtà con la finzione scenica. Per non contare che stazionare per lungo tempo davanti alla tv sottrae tempo e risorse ad altre attività, quali ad esempio lo sport.

    “Così, i ragazzi che guardano molta televisione possono diventare particolarmente insofferenti quando costretti a fare attività lente e abitudinarie, come ad esempio può capitare con i compiti di scuola”, spiega Erik Landhuis.In realtà lo studio non prova al cento per cento che guardare tanta televisione causi problemi di attenzione, può essere anche interpretato al contrario, ovvero che tutti i bambini che hanno una tendenza fin da piccoli a sviluppare problemi di apprendimento trovano una valvola di sfogo nella Tv, o semplicemente gli risulta più semplice guardare la televisione, e per questo ci passano molte ore”, conclude Erik Landhuis. “Tuttavia, lo studio conferma che gli effetti della televisione sono comunque negativi, sia che sia presente questa predisposizione o no”.

    Gli effetti fisici sull’organismo dall’abitudine di stare per un tempo oltre quello consentito dagli studiosi,avrebbe effetti negativi sulla salute; obesità e diabete, in testa sono le patologie più diffuse che si riscontrano.

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