Trombosi: tipologie, sintomi, cause e cure

Trombosi: tipologie, sintomi, cause e cure

La trombosi consiste nell’ostruzione di un vaso sanguigno

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    La trombosi consiste nella formazione di un coagulo di sangue all’interno di un vaso sanguigno. Il trombo, che è formato da globuli rossi, bianchi, fibrina e piastrine, si può formare in qualsiasi parte del sistema circolatorio e può ostruire il vaso, non permettendo al sangue di affluire. Le tipologie sono due, venosa e arteriosa. I sintomi consistono in dolore e gonfiore e in un cambiamento del colore della parte del corpo interessata. Le cause sono molte, anche perché ci sono alcuni fattori di rischio da non trascurare. Le cure consistono in un approccio farmacologico, chirurgico o meccanico.

    Le tipologie

    Le tipologie della trombosi sono due. Si può avere una trombosi venosa, quando il coagulo si forma all’interno di una vena, o arteriosa, quando esso si trova in un’arteria. Esiste anche una specifica classificazione dei trombi, che vanno distinti in base alla loro composizione, ma anche alle loro dimensioni.

    In quest’ultimo caso ci sono trombi ostruttivi o parietali, rispettivamente quando occludono interamente o parzialmente il vaso. Ci sono poi i trombi a cavaliere, che sono posizionati in presenza di una biforcazione del vaso.

    I sintomi

    I sintomi della trombosi possono anche non manifestarsi apertamente, soprattutto nel primo periodo dall’insorgenza del disturbo. In ogni caso il soggetto si trova ad avvertire una sensazione di dolore e presenta un gonfiore evidente, che interessano la zona del corpo colpita.

    Quest’ultima può anche cambiare nel colore, che in genere tende al blu o al rosso. Questo sintomo, comunque, è meno frequente rispetto alla sensazione dolorosa e al gonfiore, che rappresentano il quadro sintomatologico più comune.

    Le cause

    Le cause della trombosi sono rappresentate da un’alterazione dell’equilibrio che regola la coagulazione del sangue. I fattori scatenanti possono essere molti. Si potrebbe trattare di un danno che interessa l’endotelio, la parete interna dei vasi sanguigni. Si potrebbe trattare anche di una stasi del normale flusso di sangue o di una tendenza del sangue stesso a coagulare in maniera eccessiva.

    I fattori di rischio sono molteplici. Interviene l’età, perché con il passare degli anni aumenta la possibilità di questa patologia. Anche le malattie cardiache hanno un ruolo determinante, così come l’immobilità, da rapportare ad una vita eccessivamente sedentaria.

    Altri fattori che influiscono nell’insorgenza del disturbo sono rappresentati dalla gravidanza, dall’assunzione di contraccettivi orali, dal perseguimento di terapie ormonali e dall’ereditarietà.

    Le cure

    La terapia della trombosi si basa anche sull’uso di alcuni farmaci specifici, come gli anticoagulanti, che spesso vengono usati a scopo di prevenzione, nei soggetti che hanno già manifestato il disturbo o che hanno subito un intervento chirurgico complesso che costringe a restare a letto per lungo tempo.

    Questi medicinali servono a diminuire la capacità di coagulazione del sangue. Ad esempio, usata a tal fine è l’eparina. Possono essere utilizzati anche farmaci trombolitici, che servono a sciogliere in fretta il trombo.

    C’è anche un approccio meccanico, che consiste nell’uso di calze, di fasciature elastiche, soprattutto da impiegare nel periodo post-operatorio. Infine, si può tentare l’approccio chirurgico, che consisterebbe nella trombectomia, anche se è un intervento che ormai è caduto quasi in disuso.

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