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Trombocitemia essenziale: sintomi, terapia e dieta

Trombocitemia essenziale: sintomi, terapia e dieta

La trombocitemia essenziale è una malattia che colpisce le cellule staminali emopoietiche ed è caratterizzata dalla proliferazione incontrollata delle piastrine

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    trombocitemia essenziale

    Il nome è di quelli complicati, la malattia anche. I sintomi sono spesso difficili da riconoscere e la diagnosi è altrettanto ostica. Si tratta di una patologia che colpisce le cellule staminali emopoietiche: è la trombocitemia essenziale. Un nemico complesso, che, però, non sempre necessita di una terapia. Ecco un “identikit” della trombocitemia essenziale, dai sintomi alle nuove cure, fino alla dieta migliore.

    La trombocitemia essenziale

    E’ una malattia che colpisce le cellule staminali emopoietiche, cioè quelle del midollo osseo che danno origine a tutte le altre cellule che circolano nel sangue, dai globuli rossi, a quelli bianchi, fino alle piastrine.

    Tutta questione di eccessi, o quasi. La trombocitemia essenziale è caratterizzata dalla proliferazione fuori controllo della linea piastrinopoietica, cioè la linea midollare che produce le piastrine. Il risultato? Un aumento sconsiderato delle piastrine, le migliori alleate della coagulazione del sangue.

    Se è vero che le piastrine servono, e parecchio, quando sono troppe rischiano di essere più pericolose che utili. Infatti, la quantità eccessiva di piastrine rischia di rendere il sangue troppo denso, ostacolandone la circolazione e favorendo la formazione dei trombi, i coaguli di sangue che possono trasformarsi in veri e propri “tappi” che ostruiscono i vasi sanguigni.

    I sintomi

    Un “osso” duro da smascherare. La trombocitemia essenziale è difficile da riconoscere, perché spesso (nel 65% dei casi) non si manifesta con chiarezza e i sintomi “latitano”. In altri casi, invece, si possono individuare alcuni segnali, come il mal di testa, i ronzii, le vertigini, i problemi alla vista, piccoli e grandi disturbi circolatori. E’ possibile anche avvertire uno strano bruciore, in corrispondenza di mani e piedi, acuito anche da arrossamento e calore.


    Se i sintomi non sempre sono chiari, la diagnosi di questa malattia è, spesso, l’epilogo casuale di analisi del sangue effettuate per altri motivi. I numeri in questi casi chiariscono i contorni del disturbo: secondo le linee guida dell’OMS, si può parlare di trombocitemia essenziale se la conta piastrinica si attesta in modo persistente sopra 450.000 per millimetro cubo di sangue. L’altra condizione necessaria è l’ingrossamento dei megacariociti, cioè le cellule del midollo deputate alla produzione delle piastrine.

    La terapia

    Non è sempre necessaria una cura vera e propria. In alcuni casi, bastano controlli costanti, per monitorare la situazione, evitando degenerazioni pericolose. La terapia, volta a ridurre il livello delle piastrine, solitamente, è prescritta in presenza di alto rischio cardiovascolare.

    Anche a tavola si può tenere sotto controllo la trombocitemia essenziale o, meglio, due dei suoi fattori predisponenti, il colesterolo e il sovrappeso. Allo scopo, meglio scegliere una dieta equilibrata, limitando il consumo di alimenti carichi di grassi e di calorie.

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