Trasfusione con sangue infetto: mini risarcimento ai danneggiati

Trasfusione con sangue infetto: mini risarcimento ai danneggiati

Tali Sentenze, a partire da quelle datate 2005, presentano delle incongruenze se si paragona la successiva pronuncia della Suprema Corte riguardo ai risarcimenti che i pazienti dovranno ottenere a seguito del danno patito essendosi sottoposti a trasfusioni di sangue infetto a loro totale insaputa

da in Malattie, News Salute
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    trasfusione

    Si profilerebbe un amaro paradosso per coloro che risultarono a suo tempo danneggiati per essere stati sottoposti a trasfusione con sangue infetto; non solo ebbero da questa evenienza tutta una serie di gravissime conseguenze, ma potrebbero anche ottenere risarcimenti tanto irrisori da non poter contare sul risarcimento dei danni che subirono, materiali, cure costose per rimediare in qualche modo ai guasti loro prodotti, compreso il danno biologico.

    A denunciare quanto sta accadendo è l’Associazione dei Consumatori, Cittadinanzattiva, che fa riferimento alle ultime Sentenze della Corte di Cassazione.

    Tali Sentenze, a partire da quelle datate 2005, presentano delle incongruenze se si paragona la successiva pronuncia della Suprema Corte riguardo ai risarcimenti che i pazienti dovranno ottenere a seguito del danno patito essendosi sottoposti a trasfusioni di sangue infetto a loro totale insaputa. Difatti, mentre nel 2005, accogliendo l’interpretazione di una legge, la n. 210/92, il loro risarcimento avrebbe dovuto essere quantizzato tenendo conto della rivalutazione del costo della vita su base Istat, a sorpresa, l’ultima pronuncia della Suprema Corte avvenuta lo scorso anno, annulla la precedente interpretazione e ritiene che detto risarcimento non debba subire alcuna rivalutazione ed essere corrisposto per la sola cifra facciale del danno, il che significa godere del solo 6% delle somme a suo tempo messe a disposizione dei danneggiati con una perdita di valore dell’indennizzo stesso di non meno di 200 euro mensili.


    “Se venisse confermata questa interpretazione, denuncia Cittadinanzattiva – nei prossimi anni l’importo continuerà a ridursi fino ad arrivare a una cifra dal valore reale davvero irrisorio. Ci auguriamo vivamente che la Cassazione possa tornare sui propri passi, confermando il precedente orientamento interpretativo, e che continua ad essere quello dominante anche nelle decisioni di molti Giudici in tutta Italia, l’unico che consideriamo realmente in grado di garantire un ristoro economico effettivo a questi soggetti che hanno contratto gravi patologie (HIV, HCV) a causa di vaccinazioni e trasfusioni da sangue infetto per mancati controlli del Ministero”.

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