Trapianto incrociato di rene: una opportunita’

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    centrodipisa

    Contenti per il buon esito della operazione, che ha dato loro una nuova speranza di vivere, sono le due coppie di coniugi, che hanno subìto il primo trapianto di fegato crociato, a Pisa, il 19 Dicembre scorso; se non avessere accettato di sottoporsi al trapianto incrociato i coniugi, per una questione di incompaibilita’, non avrebbero mai potuto beneficiare del trapianto; questo pero’ e’ stato in Italia il primo caso di trapianto che ha usufruito del protocollo del Centro Nazionale di Trapianti, che prevede delle operazioni di questo genere.

    Un precedente simile si era tentato nel 2005, con l’Equipe medica del professor Mosca, sempre a Pisa, per via sempre del fatto che il rene richiede delle specifiche caratteristiche di compatibilita’ tra chi dona e chi riceve, talmente precise che spesso si incontra l’impossibilita’ di individuare un donatore adatto.

    La donazione in vita rimane pero’ un fatto diverso dalla donazione in morte, la quale non e’ comunque sufficiente a ricoprire il bisogno di organi: pare strano ma la richiesta supera di gran lunga l’offerta, motivo per cui le liste di attesa sono sempre in maggiore espansione.

    Il trapianto da viventi oggi e’ in genere non considerato, ma in alcune zone del mondo i casi di questo genere arrivano a coprire circa la meta’ dei casi totali. Il donatore vivente in genere e’ un consanguineo del paziente, oppure ne e’ il coniuge.

    L’incrocio tra donatori viventi garantisce di avere a che fare con organi compatibili che non avranno sicuramente il problema del rigetto, anche nei casi di sconosciuti, diversa invece e’ la pratica di impianto di organo da persona deceduta, che per ovvi motivi non si e’ potuta scegliere.