Trapianto di rene da vivente: risultati migliori, grazie a una nuova tecnica

Trapianto di rene da vivente: risultati migliori, grazie a una nuova tecnica

Il trapianto di rene da donatore vivente potrebbe essere sempre più efficace e sicuro, grazie a una nuova tecnica “Hand-assisted”

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    Trapianto del rene con una nuova tecnica

    D’ora in poi la donazione del rene da vivente può vantare una tecnica più efficace e sicura, un’innovativa metodica di chirurgia mini-invasiva, che si esegue in laparoscopia. Presso il Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma sono stati eseguiti, con successo, due trapianti di rene da donatore vivente con questa tecnica, denominata “Hand-Assisted”.

    La nuova frontiera del trapianto di rene da donatore vivente, una nuova speranza di successo e sicurezza per i trapianti di questo tipo: la tecnica “Hand-Assisted”, come suggerisce il termine, prevede l’introduzione della mano dell’operatore attraverso una piccola incisione, di circa 6 cm, per l’espianto dell’organo.

    Una tecnica mininvasiva, che rende l’intervento chirurgico per il donatore del rene più sicuro e meno traumatico. Rispetto all’operazione tradizionale, i vantaggi non mancano: minore dolore, minori complicanze, minore degenza ospedaliera, più veloce ritorno alle attività professionali e private quotidiane. Anche a livello estetico, grazie al taglio di dimensioni ridotte, 6 cm contro i 15-20 cm dell’intervento tradizionale, i benefici sono notevoli.

    ”Il trapianto di rene è la migliore terapia oggi disponibile per il trattamento dell’insufficienza renale cronica e ha risultati migliori rispetto al trattamento dialitico.

    In particolare, il trapianto da donatore vivente consente di ridurre i tempi di attesa in dialisi e in alcuni casi si può evitare la dialisi. Quando vi sia la disponibilità di un donatore, dopo un accurato studio che accerti la sicurezza dell’intervento per il donatore, è infatti possibile fare il trapianto prima di entrare in dialisi il cosiddetto trapianto preemptive. La giovane da noi trapiantata, per esempio, ha ricevuto il rene dalla madre e non ha mai fatto dialisi” ha osservato il professor Citterio, che ha guidato l’equipe che ha eseguito il trapianto. 


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