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Trapianti: primo rene prelevato per via vaginale in Italia

Trapianti: primo rene prelevato per via vaginale in Italia

Donare un rene senza dover subire un'incisione addominale? Oggi si può: è stato fatto al San Matteo di Pavia, prelevando il rene attraverso la vagina, in modo poco invasivo per la donna

da in Interventi chirurgici, News Salute, Primo Piano, Dialisi, Trapianto rene
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    Donare il rene per via vaginale

    Donare un rene per un trapianto è un gesto di grande solidarietà e generosità. Ma resta pur sempre un intervento chirurgico, con tutti i rischi del caso. Oggi, però, si sperimentano tecniche sempre più sofisticate, in grado di rendere l’espianto dell’organo il meno invasivo possibile per il donatore e favorire, così, anche una scelta più libera, consapevole e sicura.

    Proprio lo scorso 7 giugno, al S. Matteo di Pavia, è stato effettuato con successo il primo prelievo di rene senza il ricorso ad alcuna incisione. Protagonisti dell’evento, il primo di questo genere in Italia, una donna di 48 anni e il robot-chirurgo Da Vinci. Il sofisticato sistema robotico, guidato dal dottor Andrea Pietrabissa, ha prelevato il rene della donna, facendolo passare dall’apertura naturale della vagina, dopo averlo inserito in un sacco di plastica protettivo. Il rene è stato così trapiantato al figlio della donna, in dialisi.

    Un’operazione di questo tipo non è il primo caso al mondo: già un anno fa, infatti, con la stessa tecnica si era svolto un prelievo di rene al Johns Hopkins di Baltimora, struttura ospedaliera statunitense con la quale, per altro, il San Matteo ha un rapporto di collaborazione.


    Niente più incisione di 7 centimetri sull’addome quindi, come invece è previsto nell’operazione tradizionale per la donazione dei reni: “L’invasività dell’intervento è in questo modo ulteriormente ridotta e in tal modo l’integrità fisica del donatore viene maggiormente rispettata, con tempi di guarigione prevedibilmente ancora più rapidi” ha dichiarato proprio il dottor Pietrabissa. Certo, questa soluzione, come è evidente, è attuabile solo nelle donatrici donne.

    Immagine tratta da: Newsfood.com

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