Tossicodipendenze: scoperto meccanismo contro ricadute

Tossicodipendenze: scoperto meccanismo contro ricadute

La lotta alla tossicodipendenza potrebbe avere un nuovo alleato: l'atomexina, una molecola efficace per tenere sotto controllo l'impulsività potrebbe anche diminuire il rischio ricaduta

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    La tossicodipendenza e la molecola anti-ricadute

    Scoperta importante per la lotta contro la tossicodipendenza: è stato identificato il meccanismo che potrebbe limitare le ricadute durante i periodi di astinenza. I ricercatori dell’Università di Cambridge, grazie a uno studio condotto sui topi, hanno verificato il ruolo centrale dell’impulsività e le potenzialità dell’atomexina, molecola preziosa anti-recidive.

    Durante il percorso di riabilitazione dei soggetti tossicodipendenti, il pericolo di ricaduta nella droga è davvero alto. Infatti, dopo giorni di astinenza forzata, di lontananza dalla sostanza stupefacente, l’istinto compulsivo di ricercarla e di assumerla, per placare una sorta di bisogno fisiologico dell’organismo, è forte.

    Per ottenere i risultati sperati, trovando anche le terapie farmacologiche più adeguate, la definizione dei meccanismi neuropsicologici alla base delle ricadute è indispensabile. La scoperta dei ricercatori britannici potrebbe rappresentare un passo importante proprio in questa direzione.

    Lo studio, condotto dal Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Cambridge sui ratti naive, ha cercato di verificare un’ipotesi chiave per scoprire il meccanismo della ricaduta: un alto livello di impulsività può essere anche l’indice importante di una maggiore vulnerabilità verso la ricerca di sostanze stupefacenti durante i periodi di riabilitazione e astinenza. “Con un esperimento per studiare la ricaduta nei confronti della ricerca alla cocaina sui ratti, si è evidenziato che l’impulsività può essere una variabile importante nel determinare la propensione alle recidive, e i trattamenti che riducono il comportamento impulsivo potrebbero avere efficacia nel prevenire le ricadute” come sottolinea Daina Economidou, un delle autrici dello studio.

    L’atomexina, una molecola in grado di diminuire l’impulsività, come confermano numerosi studi condotti su uomini e animali. Gli studiosi britannici hanno verificato, attraverso una serie di esperimenti, che questa molecola, ATO, dimostra anche una buona efficacia in termini di controllo della ricerca della sostanza stupefacente durante i periodi di astinenza, incidendo postivamente sul rischio ricaduta indotta da stimoli.

    Immagine tratta da: indipendenze.org

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