Tonsille: meno propensi a toglierle

Tonsille: meno propensi a toglierle

Sempre meno interventi di tonrillectomia in Italia

da in Interventi Chirurgici, Malattie
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    L'intervento di tonsillectomia sempremeno diffuso

    Gli attuali quarantenni e cinquantenni, non hanno più da decenni le tonsille, era il tempo dell’intervento facile di asportazione di questi organi, in gergo, tonsillectomia, a loro bastava pochissimo, da bambini, una serie di raffreddori con frequenza stagionale, intervallato, magari, da qualche banale mal di gola fuori stagione e, zac, sparivano le tonsille.

    Spesso a scopo precauzionale, per scongiurare le endocarditi e i reumatismi da adulti, raccomandavano i pediatri e se in famiglia c’era più di un figlio, perché privare l’altro dell’intervento, anche se poi non ne aveva alcun bisogno; visto che, come si sosteneva un tempo, l’operazione era semplice, veloce e immune da rischi, o quasi.

    Ma adesso le cose son cambiate, addirittura l’indicazione alla tonsillectomia non segue più neanche l’ infiammazione delle tonsille, semmai vi si ricorre soltanto per eventuali problemi seri del bambino e dell’adulto di respirazione o di deglutizione, si capisce anche solo da questo dato, come si siano ridotte le tonsillectomie e come la stessa conoscenza dei medici, nei confronti delle tonsille e delle loro patologie,sia mutata. Le tonsille non sono più viste come un veicolo in grado di aprire la strada alle infezioni, semmai, insieme alle adenoidi, possono essere imputate delle cosiddette apnee notturne, ovvero l’arresto del respiro per qualche secondo accompagnato dal continuo russare.

    Le stesse tonsilliti, che prima portavano al chirurgo, sono state riabilitate, infatti, per ricorrere, oggi, alla tonsillectomia, il paziente deve accusarne almeno 5 all’anno e tutte molto serie. Non mancano però pareri favorevoli alla tonsillectomia, come scrive il British Medical Juornal; la rivista tuttavia è cauta nell’esprimere la propria posizione nei confronti dell’ intervento, al massimo, ricorrendovi si guadagna un giorno ogni sei mesi di scampato mal di gola, ma di contro, intervenendo, ci si espone al fastidio che segue l’intervento stesso, proprio perché, sia pur semplice e veloce, come si diceva un tempo, sempre di intervento chirurgico si tratta.

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