Tiroide: nuova terapia per il gozzo

Tiroide: nuova terapia per il gozzo

Un gruppo di ricercatori del National Institutes of Health, ha scoperto che il cosiddetto gozzo o morbo di Basedow-Graves, dipenderebbe da un composto chimico

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    La tiroide è, purtroppo, soggetta a vari disturbi, tra cui il Morbo di Basedow-Graves, o più comunemente chiamato gozzo. Questa patologia, nella maggior parte dei casi, viene indicata, in generale come ipertiroidismo. Un gruppo di ricercatori, guidati dalla dottoressa Susanne Neumann, del National Institutes of Health, hanno condotto uno studio su un probabile trattamento terapeutico su questa malattia immunologica. Hanno scoperto l’esistenza di un composto chimico che legandosi ai recettori delle cellule tiroidee, agirebbe come antagonista.

    Tramite questa funzione la sostanza permetterebbe agli anticorpi di normalizzare la funzionalità tiroidea. Il fine di tale ricerca è quello di arrivare ad ottenere un farmaco che riesca ad avere maggiore sicurezza e minori effetti collaterali. Infatti, attualmente le terapie e i trattamenti utilizzati per il trattamento dell’ipertiroidismo sono invasive e con numerosi effetti collaterali. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, ha evidenziato nel composto chimico un elemento con effetti benefici nei confronti di un disturbo visivo causato dal morbo di Basedow-Graves.

    Il disturbo è chiamata oftalmopatia di Graves, che colpisce circa il 25% dei pazienti affetti dal Morbo.

    Questa ricerca potrebbe essere un importante aiuto per tutte le persone affette dal morbo (soprattutto le donne in età compresa tra i 20 e i 40 anni), con la scoperta di un nuovo farmaco. Tra i fattori causanti tale malattia si presume ci sia una continua assunzione di farmaci, il fumo, lo stress, e si pensa anche ad una predisposizione genetica. Quest’ultimo fattore non è sicuro, infatti la causa è ancora sconosciuta.

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