Test psicologici: no del Ministero alla loro applicazione nelle scuole

Test psicologici: no del Ministero alla loro applicazione nelle scuole

Con un’apposita circolare il Ministero dell’Istruzione ha vietato di somministrare ai bambini test psicologici nelle scuole per la diagnosi dell’ADHD

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    Test psicologici

    La Sindrome da deficit di attenzione e iperattività o ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo complesso che interessa il comportamento dei bambini e lo caratterizza per una particolare mancanza di attenzione, per l’impulsività e per l’iperattività motoria, che ostacolano lo sviluppo adeguato e l’integrazione sociale dei più piccoli. Spesso sono gli insegnanti che si accorgono nel contesto della classe del disturbo da cui è afflitto il bambino e lo segnalano ai genitori.

    Ma spesso le cose vanno diversamente. Sono stati segnalati dei casi in cui sotto le mentite spoglie di maestre si nascondono psicologhe che somministrano ai bambini dei veri e propri test psicologici senza informare i genitori e senza ottenere da loro nessun tipo di consenso.

    Si tratta di vere e proprie azioni di diagnosi e di monitoraggio, che il Ministero dell’Istruzione con la circolare n. 4226/P4 ha deciso di vietare.

    La circolare dichiara espressamente che l’ADHD è una patologia che vede l’intersecarsi di molte cause e sintomi, per cui non è possibile affidarne la diagnosi per mezzo di test applicati nelle scuole allo scopo di sondare la dimensione psichica ed emozionale degli allievi.

    Per questo il Ministero invita Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali a dare le opportune istruzioni alle istituzioni scolastiche, affinché i bambini possano essere tutelati dall’abuso relativo alla somministrazione di questionari relativi ad un problema così delicato.

    Un altro punto sul quale la circolare insiste è il pericolo che il disturbo possa venire trattato con un eccessivo approccio farmacologico mediante sostanze psicoattive. Al Ministero sono infatti arrivate molte segnalazioni di corsi destinati ad insegnanti e genitori, con il fine di propagandare l’uso di appositi farmaci per trattare i disturbi del comportamento e dell’apprendimento.

    Il Ministero intende tenere d’occhio anche la situazione relativa a quest’argomento per evitare che si possa con noncuranza fare riferimento ai farmaci, visto che il disturbo è molto complesso e va affidato all’attenzione di specialisti e non al contesto inaffidabile di corsi che non mostrano le necessarie competenze.

    Immagine tratta da: Ilbloggatore.com

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