Terapie alternative: la Magnetoterapia

La Magnetoterapia è conosciuta in tutto il mondo come terapia che usa i campi elettromagnetici, ma non tutti conoscono come funziona realmente, tanto meno che tipo di energie magnetiche sono utilizzate, vediamo insieme le indicazioni terapeutiche e la funzionalità della Magnetoterapia

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    Magnetoterapia

    Si parla di Magnetoterapia quando ci si riferisce a una terapia che usa i campi magnetici come fonte di benessere e come principio magnetico terapeutico, pur rientrando ancora fra le terapie alternative è stata utilizzata da parecchie altre correnti terapeutiche non convenzionali, ad esmepio come coadiuvante nelle terapie omeopatiche e nelle terapie naturopatiche.

    Come funziona la magnetoterapia: la magnetoterapia utilizza i campi elettromagnetici, questo è chiaro, ma vediamo insieme che cosa sono i campi elettromagnetici, non tutte le fonti energetiche infatti sono terapeutiche e non tutti i campi elettromagnetici sono curativi, tanto basti definire l’inquinamento elettromagnetico per capire che in realtà la questione è molto meno semplice da definirsi.

    Un campo elettromagnetico per definizione è una porzione di spazio dove sono in atto delle forze che agiscono conseguentemente all’azione reciproca, cioè si attivano e interagiscono tra loro, un fatto che crea una energia non esauribile, che a differenza della semplice energia data dal movimento, ad esempio un massaggio, sono teoricamente illimitate nel tempo.

    Le forze elettromagnetiche sono generate dai campi elettrici, dai campi magnetici e dalle correnti elettriche, da questo diverso punto di origine se ne definisce anche la frequenza e quindi la incidenza sul soggetto trattato.

    La forza attrattiva di una calamita ad esempio agisce di conseguenza a posizionamenti relativi, cioè se posizionata lontano o vicino a una fonte ferrosa, come invece i campi elettrici interagiscono a seconda del loro posizionamento e della loro connessione, i campi possono anche non trasmettere energia se non sono collegati tra loro in modo da condurre questa energia elettrica.

    Di fatto dal punto di vista terapeutico sono utili i campi attivati, per i quali viene misurata e dosata la frequenza ma anche limitata o ampliata la potenza, in medicina i campi usati sono a medio bassa intensità. Le macchine per la terapia elettromagnetica usano il sistema di misura del oersted, si misurano con la curva fisica di Gauss o di Tesla. La funzione delle macchine dipende dalla loro versatilità e dalla loro potenza massima.

    La seduta terapeutica elettromagnetica dura dai trenta minuti all’ora e mezza, è possibile sottoporsi a un massimo di due sedute al giorno e l’applicazione è valida per alcune patologie, come ad esempio la stanchezza cronica, l’insonnia, i dolori muscolari, il trattamento delle ferite e delle escoriazioni, il mal di testa e le nevralgie.

    Non si possono sottoporre alla terapia elettromagnetica le persone che soffrono di disturbi cardiaci, che hanno un pacemaker, le donne in gravidanza, i minori e i malati di cancro. Nel caso dei pazienti cardiaci si tratta di un rischio nell’alterazione della frequenza cardiaca, nei casi di montatori di pacemaker il rischio è ovvio per l’interazione con la macchina, che si può fermare, le donne in gravidanza mettono a rischio il feto, bloccandone o alterandone lo sviluppo, mentre per i malati di cancro e per i bambini si tratta di un problema legato alla accelerazione della vita cellulare, ovvero il pericolo in un caso di aumentare lo sviluppo della massa tumorale, nel caso dei bambini di deformare il processo di evoluzione dell’apparato muscolo scheletrico e cardio circolatorio in particolare. Per tutte le altre persone non esistono particolari rilevanze in fatto di effetti collaterali o di controindicazioni terapeutiche.

    Le immagini sono tratte dal portale Servizi cup 2000