Oppioidi: prescritti poco e male dai medici di famiglia

Oppioidi: prescritti poco e male dai medici di famiglia

La legge che semplifica l'uso degli oppioidi per la terapia del dolore esiste, ma i medici di medicina generale ancora faticano a metterla in pratica: gli oppiodi vengono prescritti ancora poco e in modo scorretto

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    I medici di famiglia impeigano poco e male gli oppioidi

    Ne abbiamo già parlato: con l’approvazione, lo scorso 9 marzo, della legge sulle cure palliative anche i medici di famiglia possono prescrivere i farmaci oppioidi per la terapia del dolore. La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG) ha pensato bene di verificare come stanno le cose nella realtà dei fatti.

    E i medici predicano bene ma razzolano male: sebbene oltre il 50% dei medici (52,76%) affermi di impostare la terapia antalgica con oppioidi più spesso, proprio in virtù delle nuove semplificazioni sulle cure palliative, circa l’80% dei medici di medicina generale utilizza nella pratica clinica ancora in misura ridotta gli oppioidi (che rappresentano meno del 25% di tutte le prescrizioni a scopo antalgico), riservandoli soprattutto alla cura del dolore da tumore (75% dei casi).

    Questi i risultati della ricerca condotta dalla FIMMG, tramite questionario, su 752 iscritti alla Federazione distribuiti equamente su tutto il territorio nazionale. “Emergono ancora diverse resistenze all’impiego di oppioidi dovute in parte a retaggi culturali, in parte a una scarsa formazione della classe medica, che ancora circoscrive l’uso di questi farmaci quasi esclusivamente al trattamento del dolore cronico di natura oncologica” spiega Fiorenzo Corti, Segretario FIMMG Lombardia.

    La ricerca rivela anche che mentre il 48% dei medici dichiara di seguire le Linee Guida Nazionali, in realtà il 52,74% degli intervistati non effettua di prassi nei pazienti una misurazione dell’intensità del dolore, né per impostare la terapia, né per verificarne l’efficacia, determinando così una mancata appropriatezza terapeutica.

    Nell’80% dei casi questi farmaci sono impiegati in maniera non corretta: il 28% dei medici usa ancora oppioidi in cerotto, mentre le linee guida indicano come prima scelta i farmaci da prendere per bocca e metà dei medici usa gli oppioidi forti in associazione al paracetamolo che, però, è indicato contro il dolore acuto e non cronico.

    “I dati raccolti dimostrano come ancora oggi tanto ci sia da fare in termini di formazione”, aggiunge Marco Filippini, del Centro Studi Mundipharma, che ha collaborato alla ricerca. “Guardando al futuro, auspichiamo una collaborazione con FIMMG per divulgare un corretto approccio alla terapia del dolore”.

    Immagine tratta da: Anlaids.org

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