Terapia del dolore: c’è ancora da fare

Terapia del dolore: c’è ancora da fare

In Italia un passo avanti nella terapia del dolore è stato compiuto dalla legge approvata a marzo 2010, ma per i medici non basta: serve una maggiore formazione della classe medica e una maggiore informazione dei pazienti

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    Oppioidi contro il dolore

    Il 9 marzo 2010 è stata approvata una legge che disciplina le cure palliative e la terapia del dolore in Italia: la norma include anche la semplificazione della prescrizione dei farmaci oppioidi, efficaci proprio per contrastare il dolore. Oggi, infatti, i medici possono prescrivere questi medicina attraverso la normale ricetta.

    È sufficiente? Doloredoc, il portale di riferimento per la terapia del dolore, lo ha chiesto proprio ai medici e i risultati parlano chiaro: più del 67% dei professionisti della salute ritiene la norma un passo avanti contro i timori che esistono verso gli oppioidi, considerati spesso ancora alla stregua degli stupefacenti, ma una percentuale di pochissimo inferiore (il 65,9%) è convinta che ci siano ancora troppe barriere alla prescrizione di questi farmaci e una scarsa informazione che li limita ancora al solo trattamento del dolore causato da tumori.

    Serve, quindi una maggiore formazione della classe medica: lo pensa addirittura il 66,3% dei medici. “Per un adeguato approccio alla terapia del dolore, è necessario il contemporaneo coinvolgimento dei medici di famiglia e degli specialisti al fine di condividere il percorso di diagnosi e di cura” sottolinea il dottor Pierangelo Lora Aprile, responsabile area Dolore della SIMG, Società Italiana di Medicina Generale.

    Una risposta in tal senso potrebbe arrivare da “Change Pain”, il progetto informativo, formativo e di ricerca promosso a livello internazionale da EFIC, l’associazione scientifica europea contro il dolore: “Il progetto – si prefigge di modificare l’atteggiamento culturale e assistenziale in quelle nazioni in cui, come in Italia, una nuova cultura di cura o prevenzione delle sofferenze stenta a decollare.

    Questo sarà fatto cercando di incidere sui due fattori cruciali: informazione e formazione ma anche stimolando la ricerca, sempre decisiva nell’influenzare i processi evolutivi che portano al miglioramento della cura di ogni patologia” spiega il presidente EFIC Giustino Varrassi.

    E la formazione investirà necessariamente anche i pazienti: “Campagne informative ed educazionali sono necessarie per una corretta applicazione della legge: informare i cittadini circa i loro diritti in fatto di trattamento del dolore e, contemporaneamente, far sapere ai medici che il monitoraggio e il trattamento del dolore sono un obbligo di legge” ricorda chiarisce Guido Fanelli, Coordinatore della Commissione Ministeriale sulla terapia del dolore.

    Foto: Doloredoc.it

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