Telefoni cellulari: hanno effetti negativi sulla salute? si, no, forse!

Telefoni cellulari: hanno effetti negativi sulla salute? si, no, forse!

Fa male parlare a lungo al cellulare? Ni!

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    Non si conoscono a fondo gli eventuali danni che i campi di radiofrequenza dei telefoni potrebbero arrecare agli utilizzatori

    A proposito dell’eventuale danno cerebrale seguito all’uso prolungato del telefonino, vista anche la diffusione che questo apparecchio ha assunto nella nostra vita, si sono fatti diversi studi scientifici, senza, fin’adesso, giungere ad una conclusione certa che possa far pensare ad un’eventuale patologia riconducibile ai telefoni cellulari, ma di contro, senza nessun lavoro scientifico atto ad abilitare del tutto, l’utilizzo massivo dell’apparecchio. Una cosa è certa; fin’ora, non vi sarebbe evidenza di patologie di fatto riconducibili ai campi di radiofrequenza che si propagano dal telefonino in funzione, ma, di contro, è forse ancora prematuro azzardare una conferma di totale innocuità dell’apparecchio.

    Un recente studio, tuttavia, parrebbe riabilitare in parte il telefonino e deriverebbe dall’osservazione fatta su alcuni volontari che per tre anni si sono sottoposti all’osservazione dei ricercatori dell’Università dell’Essex, per constatare gli effetti delle onde emanate dalle antenne di un telefono mobile. Da segnalare che, su 158 volontari, 44 di questi, accusavano, ancora prima di iniziare l’esperimento, emicrania, stanchezza, tensione ed ansia.

    I partecipanti ai lavori, sono stati esposti a segnali 2G e 3G, a seguito dei quali, il gruppo di volontari che lamentava i disturbi di cui sopra, quando era a conoscenza dell’inizio dell’esperimento, acuiva i propri fastidi. A questo punto, si è passati ad una ulteriore fase sperimentale, ovvero, si teneva all’oscuro l’intero gruppo dei volontari sull’esposizione dei segnali, col risultato, che dei 44 partecipanti, che lamentava, precedentemente i fastidi fisici, solo 2 riferivano di sentirli acuiti dopo l’esperimento.

    I ricercatori, inoltre, rilevavano che dopo la fase di irragiamento delle stesse onde che si propagano dai telefonini, in nessuno dei partecipanti era comunque seguito alcun disturbo degno di nota, come eventuale innalzamento della pressione arteriosa, eventuali turbe, anche momentanee, del ritmo cardiaco e variazioni della temperatura corporea. Al punto che, la responsabile del lavoro scientifico, la professoressa Elaine Fox, ha concluso che i disturbi lamentati dai 44 partecipanti, prima dell’inizio dell’esperimento, erano da ricondursi a cause diverse dall’uso intensivo del telefono cellulare, ma che compito della Comunità Scientifica sarà quello di provare la causa primaria che possa aver avuto responsabilità nei disturbi di queste persone.

    Infatti, tengono a precisare gli studiosi, la ricerca dell’eventuale effetto nocivo dei campi di radiofrequenza generati dai telefoni cellulari, proseguirà, al fine di stabilire gli effetti nel lungo periodo che questi potrebbero avere sull’uomo.

    A questo proposito si registra un parere del Comitato Scientifico della Commissione Europea sui rischi sanitari a seguito dell’esposizione dei campi di radiofrequenza, che indica come, fin’ora, siano pochi gli elementi in grado di stabilire una causa di innalzamento dei tumori al cervello in coloro che utilizzano per lungo tempo i telefoni cellulari. Anche se, con molta cautela, ci sarebbero lavori scientifici ,accreditati, che collegherebbero la maggiore incidenza del neurinoma del nervo acustico, all’uso prolungato dei telefonini.

    In futuro, dunque, saranno predisposte indagini atte a stabilire gli eventuali effetti negativi ,nel lunghissimo tempo, dell’uso del telefonino, con l’ impiego, concomitante, di densimetri individuali al fine di accertare la quantità di RF in quegli individui che fanno uso prolungato di telefoni mobili e, soprattutto, stabilire l’eventuale, danno, nel tempo, che essi potrebbero avere nella salute degli utilizzatori. In atto, allo stato delle cose, un minimo di cautela nell’utilizzo dei telefoni cellulari, stante la non effettiva conoscenza dell’eventuale innocuità degli apparecchi, sarebbe quanto mai utile che si adottasse.

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