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Tè con latte: un connubio che non fa bene alla salute

Tè con latte: un connubio che non fa bene alla salute

Tuttavia i nutrizionisti avvertono anche che l’aggiunta del latte nel tè, ai fini della riduzione della quantità di sostanze antiossidante, è strettamente dipendente al tipo di latte utilizzato, visto che c’è differenza tra quello intero, quello parzialmente scremato e quello scremato, quest’ultimo è quello maggiormente in grado di limitare le sostanze benefiche della bevanda

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    Quante volte al bar alla richiesta di un ci sentiamo proporre la bevanda aggiunta al latte, una consuetudine insomma che si consuma spesso in quelle persone che amano la bevanda ma che oggi subisce da parte della scienza uno stop, visto che aggiungere latte al tè ridurrebbe i benefici di questa bevanda perché farebbe crollare il potenziale antiossidante del te stesso.

    Lo riassume uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Nutrition Research” che oltretutto indica chiaramente persino la riduzione che il latte intero, oppure parzialmente scremato o del tutto scremato determina ai fini del contenuto di sostanze antiossidanti, visto che si parte dal 7% fino massimo al 25% in meno. E curioso è il fatto che proprio i maggiori consumatori di tè al mondo, gli inglesi, hanno fatto questa stupefacente ricerca che metterebbe in dubbio a questo punto le proprietà terapeutiche del tè una volta diluito con latte.

    Tuttavia i nutrizionisti avvertono anche che l’aggiunta del latte nel tè, ai fini della riduzione della quantità di sostanze antiossidante, è strettamente dipendente al tipo di latte utilizzato, visto che c’è differenza tra quello intero, quello parzialmente scremato e quello scremato, quest’ultimo è quello maggiormente in grado di limitare le sostanze benefiche della bevanda.

    «Noi accogliamo l’ipotesi che diversi volumi di latte vaccino e latte con vario tenore di materia grassa pregiudica la capacità totale antiossidante del tè», hanno scritto la dr.ssa Lisa Ryan e il dr. Sébastien Petit del Functional Food Center presso l’Oxford Brookes University.

    I ricercatori hanno testato l’effetto dei vari tipi di latte aggiunti al tè nero in proporzioni variabili: 10 ml, 15 ml, 20 ml e fanno poi notare che «la misura in cui l’aggiunta di latte riduce la capacità antiossidante del tè nero dipende dalla quantità aggiunta e il tenore di materia grassa del latte». La domanda ora è: l’azione su queste due sostanze è indicativa di un deterioramento delle proprietà antiossidanti del tè? Ecco cosa dice in proposito la dr.ssa Ryan: «Anche se l’aggiunta di latte non può inibire le concentrazione di catechina o di quercetina, può tuttavia influenzare gli altri componenti antiossidanti come e teaflavine e le tearubigine andando a incidere sulla capacità totale antiossidante del tè nero».

    Quindi, modificandone la struttura complessiva, se ne modifica la capacità salutare. Uno dei dubbi espressi dai ricercatori è quello che riguarda le implicazione per la salute dei britannici che, come accennato, sono il popolo che più usa mettere il latte nel tè. E anche perché la media nazionale è di circa 4 tazze al giorno pro-capite. «Dal punto di vista della salute pubblica, il tè è ricco di antiossidanti e può essere un fattore importante per lo status globale di antiossidanti individuali», hanno aggiunto i ricercatori. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica “Nutrition Research”.

    Fonti:
    Ryan L, Petit S. Addition of whole, semiskimmed, and skimmed bovine milk reduces the total

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