Tatuaggi: precauzioni utili prima di “colorarsi” la pelle

Tatuaggi: precauzioni utili prima di “colorarsi” la pelle

“La trasformazione chimica di tali sostanze - spiega lo specialista -, accelerata dall`esposizione alla luce solare (radiazione ultravioletta) e alla luce monocromatica (laser), può determinare la formazione di amine aromatiche e altri derivati reattivi”

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    Non si discute di un fatto estetico o meno, fatto sta che i tatuaggi si sono diffusi a macchia d’olio ed a questo punto l’attenzione della scienza s’è concentrata sull’eventualità che le sostanze utilizzate per colorare la pelle possano essere innocue o meno alla salute, al punto che è dovuta intervenire anche la Procura di Torino per stabilire se gli inchiostri utilizzati possano nuocere o meno alla salute.

    L’attenzione dei Magistrati sarebbe stata richiamata dalla presenza presso un centro tattoo che svolgeva attività presso una metropoli italiana, dove sono stati riscontrate quantità di amine aromatiche, sostanze potenzialmente cancerogene, utilizzate come inchiostri. Tali sostanze, secondo il parere di Simone Garcovich della Clinica Dermatologica presso il Policlinico Gemelli di Roma, possono alterare il DNA delle cellule e dunque essere potenzialmente in grado di provocare il cancro.

    “La trasformazione chimica di tali sostanze – spiega lo specialista -, accelerata dall`esposizione alla luce solare (radiazione ultravioletta) e alla luce monocromatica (laser), può determinare la formazione di amine aromatiche e altri derivati reattivi”. Quelle ritrovate nei pigmenti finiti sul tavolo del sosituto Procuratore Raffaele Guariniello, prodotti da una ditta di San Ferdinando di Puglia, sono state messe al bando dal Consiglio d`Europa nel 2008, ma sulle confezioni mancavano indicazioni previste per legge.

    Tali pigmenti possono anche essere responsabili di allergie una volta iniettati nella cute e tale fatto riguarda sia i coloranti che contengono Sali metallici quali cromo, nichel etc, che quelli all’Hennè, ovvero sostanze vegetali temporanee anch’esse responsabili di reazioni allergiche e di ipersensibilità, ciò in quanto tali essenze presentano anche sostanze quali la para-fenilendiammina (Ppd), composto allergizzante utilizzato per rafforzare il colore e il fissaggio dell`henné. “ Anche in questo caso la spiacevole sopresa può chiamarsi “dermatite allergica”.

    Ma sotto la lente d’ingrandimento, volta a constatare o meno l’eventuale tossicità dei tatuaggi, sono finite anche malattie della pelle, quali eczemi, in generale, o altre malattie sistemiche che hanno il loro effetto anche sulla pelle, come accade ad esempio con la psoriasi; gli esperti non hanno dubbi, ogni qualvolta ci si imbatta a malattie di pertinenza dermatologica, è opportuno richiedere lumi allo specialista prima di sottoporsi a tatuaggi di qualsivoglia natura, soluzione questa che andrebbe applicata anche in presenza di altre malattie o di predisposizione a soffrirne prima di ogni pratica effettuata sulla pelle.

    Se proprio non ci si vuol negare il capriccio della body-art “il consiglio è di rivolgersi a studi di tatuatori professionali, che rispettino le direttive del ministero della salute relative alla profilassi infettiva”, sottolinea Garcovich, ricordando alcune precauzioni essenziali: “Preferire disegni poco estesi, in zone della pelle non esposte al sole e meglio se di un colore solo”. Un micro-tatuaggio, poi, è sempre più facile da “lavar via” se diventa di tropo rispetto ad un`opera più grande. E comunque la tattoo-room sarà più sicura se, come chiede l`Associazione italiana tatuatori (Atir), arriveranno norme precise e registri ufficiali.

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