Tamiflu: rischio suicidio fra chi lo assume?

Tamiflu: rischio suicidio fra chi lo assume?

Rischiare gli effetti collaterali, veri o presunti, di un farmaco come il Tamiflu, in assenza di un rischio pandemia influenzale, è irragionevole

da in Farmaci, Influenza, Vaccino antinfluenzale, Aviaria
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    A riswchio fenomeni neuropsichiatrici fra gli assuntori del Tamiflu

    Vi ricordate l’allarme influenza di qualche tempo fa, spesso ingigantito dall’altro e più grave pericolo che sarebbe stato rappresentato dall’Aviaria che pareva doverci annientare? Ebbene, in quegli anni e, comunque a partire dal 2004, sembrava che, a salvarci da epidemie pronte a cancellare il genere umano, sarebbe stato un farmaco, prodotto dalla Roche e commercializzato col nome di Tamiflu, oseltamivir, il principio attivo.

    Tanto furono persuasivi alla Casa farmaceutica, che le scorte del prodotto si ingigantirono a dismisura da parte di tante nazioni, Italia compresa, ma che furono niente in confronto a quelle messe in atto in Giappone, dove si prescrissero, orientativamente, ben 9 milioni di dosi, dal 2005, del prodotto, mentre in tutte le altre parti del mondo, non si è mai superata quota 3 milioni.

    Il risultato è stato che, il noto antivirale che avrebbe dovuto rendere meno aggressiva l’epidemia influenzale, in qualsiasi forma si presentasse e, al contempo, mitigare le eventuali ripercussioni della malattia, da un po’ è finito sotto la lente di ingrandimento degli studiosi sugli eventuali rischi collaterali del farmaco, di cui sarebbero vittime, soprattutto, giovani ed adolescenti.

    Tentati suicidi a seguito dell’uso di Tamiflu

    In Giappone, il Tamiflu, si utilizza dal 2001 e le Autorità sanitarie giapponesi hanno lanciato il grido di allarme sugli effetti collaterali del farmaco a seguito dei numerosi casi di giovani utilizzatori rimasti vittime di effetti neuropsichiatrci, non certo di poco conto, consistenti in tentati suicidi e atteggiamenti autolesivi. Tali effetti, sarebbero stati segnalati in poco meno di 300 casi, un numero che, visto il gigantesco utilizzo del farmaco, non è altissimo, ma, sicuramente significativo, al punto che, la Chugai farmaceutici, l’azienda che distribuisce il Tamiflu nel Sol Levante, nel riferire la casistica alla locale Autorità Sanitaria, ha richiesto che nel foglietto illustrativo del prodotto venissero contemplati anche queste temibili evenienze; richiesta accordata, anche se, nonostante tutto, il Ministero della Salute giapponese insiste sul fatto che, nonostante l’evidenza di effetti collaterali di natura neuropsichiatrica, non è stato chiarito l’eventuale nesso con l’uso del prodotto.

    Da parte sua, il produttore del Tamiflu, la Roche, appunto, chiarisce ai medici americani che in via precauzionale, visti i casi giapponesi, era utile informare gli operatori sanitari che il Tamiflu aveva dato seguito ad effetti collaterali come quelli segnalati, fatto che avrebbe indotto sia la FDA americana che l’Emea, europea, a vigilare affinché si possa rendere nota anche altrove, oltre al Giappone, l’eventuale insorgenza, nei consumatori di Tamiflu, di fenomeni di natura autolesiva, chiedendo che, tuttavia, tali eventualità siano aggiunte nel foglio illustrativo e invitando medici e pazienti a limitare l’utilizzo del farmaco nei casi di comprovata esigenza e non in occasione di banali manifestazioni para o influenzale, stante l’evidenza che, l’uso del farmaco, al massimo, riduce di un sol giorno i sintomi della malattia.

    Del resto, occorre precisare, che il Tamiflu, proprio perché, un farmaco, andrebbe utilizzato laddove serve e non impropriamente come fatto, spesso, in certe parti del mondo, limitandolo a pazienti anziani, di fronte alla necessità di limitare i danni dell’influenza, ancorché riferiti a soggetti a rischio e, sicuramente, andrebbe escluso ai soggetti fisicamente in forma, giovani e adolescenti che non presentano quelle esigenze terapeutiche che il Tamiflu si pone di risolvere.

    Il fatto che in Giappone si sia fatto un uso e abuso del prodotto è comprensibile, ma non giustificato, dall’uso limitato del vaccino antinfluenzale.

    E intanto, attorno al Tamiflu, si è scatenato un vero e proprio pandemonio, nato dopo aver appreso degli effetti collaterali “giapponesi” al punto che, si sono voluti eseguire studi approfonditi sui rischi neuropsichiatrici del prodotto sugli adolescenti, rispolverando anche uno studio dello scorso anno, eseguito su 2.846 bambini di 10 anni d’età,che avevano fatto uso del prodotto durante una sindrome influenzale. Da questo studio non è emersa alcuna nota degna di menzione circa i rischi del prodotto, così, di fronte all’evidenza che non si era giunti al risultato sperato, perché il lavoro scientifico era stato privato di quella completezza scientifica richiesta a questo tipo di lavori, s’è proceduto ad altro più ampio studio, stavolta su 10 mila persone, d’età compresa fra i 10 e i 18 anni. Ma ancor prima di terminare il lavoro, lo stesso è stato, scandalosamente, tacciato di conflitto di interessi fra gli organizzatori e i realizzatori del test scientifico, stante, almeno questa parrebbe l’accusa, l’impossibilità di addivenire ad una serena conclusione dei lavori,attese le irregolarità gravi che avrebbero influito sul risultato del lavoro stesso.

    Quale, l’esito definitivo?

    Davanti all’evidenza di due quattordicenni giapponesi, in cura con Tamiflu, che si sono gettati dalla finestra e sono morti e di fronte ad un rischio epidemia influenzale che quest’anno è veramente basso, per’altro l’influenza quest’anno sarà, Pacifica, di nome e di fatto, l’International Society of drug bullettin (Iscb), un organismo che studia ed elabora, indipendentemente e cioè, non al soldo di nessuna industria farmaceutica, i dati sui farmaci di utilizzo nel mondo, ha invitato l’Organizzazione Mondiale della Sanità ad evitare scorte di Tamiflu, almeno in assenza di uno studio coscienzioso sulla base degli effetti collaterali riportati; ciò favorirà un uso congruo del farmaco ed eviterà, di contro, un utilizzo improprio; per non contare anche, che, secondo l’autorevole parere del British Medical Journal, un’autorità in campo medico, il sapere, da parte della gente, che i propri governi si approvvigionano di un numero massivo di farmaci come il Tamiflu, indurrebbe i consumatori ad un uso irrazionale di quel prodotto farmaceutico in una sorta di schizofrenia collettiva che vorrebbe, nello specifico, il rischio di pandemie mortali, quali la causa primaria e temibile della fine dell’intera umanità!

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