Tachipirina: arriva il generico della Coop

Tachipirina: arriva il generico della Coop

Sarà infatti possibile acquistare il Paracetamolo a marchio Coop fin dal prossimo 15 giugno “La liberalizzazione dei farmaci vendibili senza prescrizione medica, che sono l’11% dell’intero mercato dei farmaci in Italia, ha innescato, dal 2006, importanti livelli di competizione in un mercato che era immobile”

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    Coop Salute

    Se diciamo Tachipirina è facile ricordarla, quale madre prima o poi non ha somministrato al proprio figlio in occasione di un rialzo febbrile una cucchiaiata di sciroppo della ormai conosciutissima Tachipirina, se diciamo paracetamolo invece il numero di persone in grado di riconoscere dal principio attivo il farmaco si assottiglia un po’ ed invece con questo sostanza faremo sempre di più la nostra conoscenza da quando anche la Coop venderà il paracatamolo presso gli 88 centri Saluti dislocati lungo il territorio nazionale.

    Sarà infatti possibile acquistare il Paracetamolo a marchio Coop fin dal prossimo 15 giugno “La liberalizzazione dei farmaci vendibili senza prescrizione medica, che sono l’11% dell’intero mercato dei farmaci in Italia, ha innescato, dal 2006, importanti livelli di competizione in un mercato che era immobile”. Lo ha dichiarato Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, insistendo sugli effetti benefici che le liberalizzazioni producono, soprattutto a vantaggio dei consumatori Io credo che la distribuzione moderna – ha aggiunto Tassinari – debba dare una risposta alle aperture che arrivano dalla legislazione, come avviene in tutti gli altri paesi europei. Purtroppo questo è un aspetto critico della GDO italiana che, nel caso della liberalizzazione dei farmaci, non ci ha creduto molto”.

    Del resto l’occasione per il paracetamolo, nello specifico, ci da modo di ricordare gli effetti positivi della liberalizzazione dei farmaci che è possibile vendere fuori dai canonici locali della farmacie istituzionali, ad esempio le parafarmacie il che ha comportato gli effetti positivi ottenuti in termini di numeri: 6mila farmacisti hanno trovato una nuova collocazione, di cui 270 negli 88 corner CoopSalute; oltre 2mila parafarmacie aperte e un risparmio medio del 20% sul prezzo finale del farmaco.”I fari che hanno guidato l’azione di Coop – ha spiegato Tassinari – sono appunto il risparmio al consumatore che, nei nostri corner è stato del 25% su ogni farmaco, e gli 8 milioni di euro spesi in meno dagli italiani che, aggiunti a quelli risparmiati per i parafarmaci, diventano 13 milioni di euro”.

    E parlando del paracetamolo della Coop non si può non fare cenno al vantaggio economico per i consumatori, il costo abbattuto del 60% per lo stesso farmaco in confezione da 20 compresse di 500 milligrammi di principio attico che avrà un costo di appena un euro e cinquanta centesimi, in farmacia può giungere a costare anche quattro euro.

    “Il Paracetamolo Coop – ha assicurato Tassinari – gode delle stesse garanzie di tutti gli altri prodotti a marchio Coop, e cioè la correttezza etica, la sicurezza ambientale, e tutti quei parametri senza i quali Coop non mette la sua firma”. Con questa azione Coop ha voluto sottolineare l’importanza del processo di liberalizzazione, facendosi portatore anche del pensiero dei consumatori italiani.Infatti da varie ricerche condotte da Coop è risultato che il 60% degli italiani è favorevole alla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, l’80% crede che sia necessaria la presenza del farmacista che possa dare assistenza e il 67% ritiene giusto ampliare questa modalità di vendita ad altri prodotti e ad altri settori.

    “La posizione di Coop – ha concluso Soldi – è che la liberalizzazione dovrebbe essere ulteriormente sviluppata, non ridimensionata.

    E’ importante mantenere una pluralità di canali a disposizione dei consumatori, perché questo aumenta il servizio e introduce positivi elementi di concorrenza, sia sui prezzi che sull’offerta più in generale”. La posizione di Coop è condivisa anche da altre organizzazioni della distribuzione, come Confcommercio, Federdistribuzione e ANCD, e insieme hanno assunto iniziative congiunte verso Governo e Parlamento. “Anche perché – ha denunciato Soldi – è evidente che il settore non può vivere in una prolungata incertezza normativa”.

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