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Tablet e smartphone aumentano i disturbi del sonno

Tablet e smartphone aumentano i disturbi del sonno

Tablet e smartphone aumentano i disturbi del sonno provocando spiacevoli conseguenze sulla psiche e sull'organismo

da in A tutta natura, Insonnia
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    Tablet, smartphone e sonno, un terzetto pericoloso: portarsi l’elettronica a letto è un’abitudine dei nostri tempi, a quanto pare in costante aumento. Basti pensare che, secondo un recente studio americano, ben il 90% dei giovani non rinuncia alle “diavolerie” elettroniche nemmeno al momento di coricarsi. Succede per mille ragioni diverse, professionali e non. Sta di fatto che il sonno ne risente pesantemente, in primis a causa degli schermi LED, la cui luce blu e blu-verde disturba la sensibilità oculare e il cosiddetto ritmo circadiano, inibendo la produzione di melatonina, sostanza secreta dalla nostra ghiandola pineale in assenza di luce, che assolve al compito di regolarizzare il ciclo sonno-veglia.

    Ecco perché dormire vicino a fonti luminose può ridurne la produzione, con conseguenze insidiose per il riposo e la salute. In questi casi può rivelarsi fondamentale ricorrere a specifici integratori di melatonina che, attraverso un rilascio immediato della stessa, diminuiscono il tempo necessario per prendere sonno, contribuendo a migliorare la qualità complessiva del riposo.

    Detto questo, va precisato che le conseguenze della mancanza di sonno sono molto più insidiose di quanto si pensi: a risentirne non solo la psiche, con riduzione della memoria, della soglia di attenzione e aumento dell’ansia, ma anche il corpo. Rischio d’ipertensione e patologie correlate, dall’ictus all’infarto del miocardio, dagli aneurismi delle arterie all’insufficienza cardiaca, ma anche maggiori probabilità di sviluppare obesità.

    Per non parlare degli effetti diretti che smartphone e tablet avrebbero sul nostro cervello, secondo alcuni studi pionieristici.

    Non è ancora confermata la correlazione fra tumori e utilizzo eccessivo di questi dispositivi, ma sembrerebbe che il loro campo elettromagnetico alteri il metabolismo glicemico cerebrale. Un ulteriore motivo per tenerli alla larga, il più possibile, dalla nostra camera da letto, ove deve regnare silenzio e oscurità, in sintonia con i ritmi naturali che prevedono un’alternanza regolare di sonno-veglia. Difficile da mettere in pratica ai nostri tempi iper-tecnologici e frenetici, ma la salute merita una presa di coscienza!

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