Suicidi: il nord più funestato dalla piaga

Suicidi: il nord più funestato dalla piaga
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    Un fenomeno che ci mostra ancora una volta un’Italia a due velocità e in questa circostanza, a tutto vantaggio del Sud, una volta tanto almeno. Sembrerebbe infatti, secondo gli ultimi dati Istat, che sarebbe il Nord, la capitale dei suicidi in tutta Italia, soprattutto il Nord Est, dove il rapporto numero di abitanti e casi di suicidio portati a termine o soltanto sperimentati,è molto alto, 7 casi su 100 mila abitanti, al Sud la percentuale è esattamente la metà.

    Certo, serve a poco sapere che c’è stata una lieve flessione da un anno ad un altro, il dato è grave e ancor più grave cercare di capire perché il fenomeno avviene in un’area del Paese considerata da sempre la “locomotiva” d’Italia con un Pil in assoluto più alto e con un livello di benessere senza uguali nel confronto col resto del Paese; ma evidentemente ciò non basta per ribaltare la drammatica evidenza che si presta ad essere letta da medici, psicologi e psichiatri con una grande apprensione.

    Ciò in quanto pare che le motivazioni che inducono in tanti a scegliere di mettere fine alla propria vita siano di ordine fisico e psichico insieme, quasi in una separazione netta dei due fenomeni. In questa sede, tuttavia, non vogliamo approfondire le possibili motivazioni che stanno alla base dei tanti propositi di togliersi la vita, se intervengono patologie come la depressione che fa spesso purtroppo la parte del leone in molti individui nel mettere in pratica il proposito di morire, così come spesso alla base della malattia ci sia l’approccio sbagliato ad una patologia che nove volte su dieci è curabile.


    Ma suscita molto impressione anche un altro dato, quello che riferisce che sono almeno 40 le persone su 100 aspiranti suicidi ad appartenere alla terza età, con una percentuale molto più bassa nei giovani, l’1,1% che pensa di attuare questa soluzione estrema nella loro vita.

    Dunque emerge che: I tentativi di suicidio sono il 2,7% per i minorenni e l’11,4% per gli over65. Nel 39,2% delle volte gli episodi colpiscono cittadini coniugati, mentre i tentativi riguardano soprattutto i single (44%). Il movente è costituito in prevalenza da malattie, del corpo o dell’anima (50,2% dei suicidi e 42,1% dei tentativi). Per porre termine alle proprie sofferenze il metodo più diffuso è l’impiccagione (39,6%), ma l’avvelenamento è più frequente fra chi prova a togliersi la vita (26,3%).

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