Stress: stressato il 75% dei Romani

Romani popolo di stressati, perchè lo stress coinvolge il 75% degli abitanti della capitale, complce il lavoro, il traffico e le paure odierne che riguardano poi tutte le grandi città: i consigli per non lasciarsi sopraffare

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    Lo stress colpisce il 75% dei Romani

    La Città eterna non sembra essere quello che si potrebbe definire un “buen retiro”: Roma pullula di stress, tanto che il 75 % dei Romani ammette di essere stressato. Lo rivela un sondaggio online, svolto su oltre 2500 abitanti della Capitale, dall’Eurodap, l’Associazione Europea Disturbi da attacchi di Panico.

    Le cause sono davvero tante, sociali e ambientali, e, c’è da scommetterci, non confinate esclusivamente nel territorio capitolino, ma riscontrabili un po’ in tutte le grandi città: la crisi, la precarietà lavorativa, le tensioni in aumento sul luogo di lavoro, per esempio.

    “Lo stile di vita che ci ritroviamo ad impostare è molto spesso compulsivo, soprattutto nelle grandi città, dove il traffico soffoca, dove si ha la percezione di non essere protetti, nei nostri diritti, nel nostro territorio. Tutto ciò provoca inevitabilmente uno stato continuo di tensione, di allarme e lo stress diviene un modo normale di esistere” sottolinea la dottoressa Paola Vinciguerra, presidente Eurodap e direttore dell’Unità Italiana Attacchi di Panico presso la Clinica Paideia di Roma.

    Una vita che non si apprezza più: metà degli interpellati dal sondaggio, infatti, ammette di vivere in uno stato di insoddisfazione. L’altra metà si divide equamente tra chi spera di migliorare la propria condizione attuale e anche da chi, invece, considera buona la propria qualità di vita.

    Guai, però, a non reagire e a lasciarsi inglobare dallo stress: “Un recente studio ha messo in risalto che il 70% degli italiani muore per malattie causate dallo stress. E’ fondamentale non dare a questa parola un significato di normalità. Lo stress modifica la funzionalità del nostro organismo alterandola, facendoci ammalare o psichicamente o fisicamente” avverte la psicoterapeuta.

    Ecco, allora, qualche semplice consiglio da mettere in pratica: imparare a dire di “no”, a dare valore a sé stessi, a demandare alcuni impegni, a considerare gli altri come dei simili e non dei giudici. Bisogna riappropriarsi delle proprie sensazioni psichiche e fisiche: fare attività fisica all’aperto, meglio se in gruppo, respirare profondamente, curare l’alimentazione e passare il tempo libero in buon compagnia, non quella della TV.

    “Se non possiamo cambiare le cose intorno a noi, dobbiamo cambiare il nostro modo di rispondere alle situazioni” ricorda la Vinciguerra. E se serve un aiuto in più, c’è sempre l’Instant Therapy, una terapia breve di prevenzione delle patologie psicofisiche messa a punto dall’Eurodap.

    Immagine tratta da: log.leiweb.it