Stress: portarsi il lavoro in casa causa tensioni

Stress: portarsi il lavoro in casa causa tensioni

A tale risultato sono giunti ricercatori dell’Università di Toronto che hanno studiato i comportamenti di almeno 1

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    Il lavoro nobilita l’uomo ed in effetti solo i disoccupati ad oltranza sanno come si sentano poco nobilitati dall’assenza del lavoro; resta il fatto che il lavoro, essendo un’attività che coinvolge l’individuo per la maggior parte della giornata e per buona parte della sua stessa vita, non può essere avulso da quelle difficoltà e da quei disagi che caratterizzano ogni attività tanto impegnativa come quella lavorativa.

    Ne deriva che il lavoro in qualsiasi modo lo si guardi, ovvero, sia che renda appagata la persona, sia che la frustri, genera stress e, non poche volte, anche ansia; si tratta solo di vedere che tipo di stress sia in grado di provocare; ad esempio, uno stress benefico, quando è la stanchezza stessa ad appagarci, oppure uno stress malefico, quando si vive il lavoro come una condanna e non si veda l’ora di andare in pensione per farla finita con il lavoro stesso. Ad accentuare il tutto interviene un’altra causa, ovvero, l’inveterata abitudine da parte di qualcuno di portare a casa il lavoro arretrato, fatto comune ad almeno la metà dei lavoratori.

    A tale risultato sono giunti ricercatori dell’Università di Toronto che hanno studiato i comportamenti di almeno 1.800 lavoratori, metà dei quali riteneva normale portarsi il lavoro in casa; per questi ultimi gli effetti negativi sulla loro vita di relazione anche nell’ambito affettivo ne risultava incrinata.

    Ovvio che difficilmente un imbianchino porta il proprio lavoro in casa, stessa cosa non farà ad esempio un bidello; quello di portare a casa il lavoro è abitudine per lo più dei professionisti che non paghi delle almeno 50 ore settimanali di lavoro in studio, continuano ad operare anche in casa. Questa abitudine però ha i suoi effetti su queste persone, stress, ansia di non riuscire in tempo a sbrigare tutto il lavoro, sono elementi spesso di frattura nell’ambito delle convivenze con gli altri componenti della famiglia che rimproverano oltretutto al lavoratore di non riuscire mai a “staccare la spina”.

    Ma esisterà mai una cura per questo disagio? La cura per tali stress è soprattutto unica; lasciare il lavoro sulla soglia della porta di ingresso della casa e mai entro le pareti domestiche; ma ci riusciremo mai?

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