Stress: i disturbi del pendolare

Stress: i disturbi del pendolare

I pendolari sarebbero soggetti ad uno stress continuo, che determina diversi disturbi: aggressività, ira improvvisa, disturbi psicosomatici, depressione, diminuzione delle difese immunitarie

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    I fattori di stress e di ansia sono molti per i pendolari: traffico, orari, mezzi pubblici in ritardo. In questo quadro le aspettative di vita sembrano davvero ridursi, secondo quanto è stato messo in evidenza da uno studio di David Lewis, dell’International Stress Management Association. Una combinazione di elementi che mette a dura prova la salute.

    In particolare secondo lo studio in questione i pendolari sarebbero affetti da quella che è stata definita “amnesia del pendolare”. In sostanza si tende a dimenticare quello che succede nel tempo impiegato per compiere il percorso che separa la casa dal luogo di lavoro. Ma tutto ciò ha delle conseguenze non affatto trascurabili. Non si tratta soltanto di una semplice caduta nell’oblio. Questa amnesia infatti è in grado di determinare delle crisi d’ira, che comportano sbalzi di pressione e il rischio di incorrere nell’infarto.

    Ma i disturbi del pendolare sono davvero molti. Oltre allo stress cronico, si può incorrere nell’aggressività e nella creazione di rapporti conflittuali con i propri familiari.

    Le persone più a rischio, a detta degli esperti, sarebbero le donne e gli individui con una personalità particolarmente vulnerabile. Si riscontra anche una diminuzione della creatività e il rischio di cadere nei disturbi tipici della depressione a causa della tensione continua.

    I segnali d’allarme sono costituiti dai disturbi del sonno e dell’appetito, dal mal di testa, dalle difficoltà nella digestione e da altri disturbi di carattere psicosomatico. Inoltre lo stress ripetuto mette a rischio anche le difese immunitarie. Le soluzioni? Sono diverse: approfittare dei permessi, cambiare gli orari, ascoltare musica o utilizzare il viaggio come tempo per guardare dentro noi stessi.

    Immagine tratta da: giornalelibero.com

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