Stress da vacanza? Consigli pratici per vivere la pausa senza ansia e agitazioni

Non andate in vacanza durante l'estate: troverete soltanto gente di cattivo umore (Dino Risi)

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    Ci hanno insegnato che le vacanze sono un momento per staccare dalla routine quotidiana, per prendersi cura di sé, del proprio tempo, delle proprie relazioni e della qualità della vita. E’ un tempo che aiuta a congedarsi dai pensieri, dallo stress, dall’ansia da performance, dalle scadenze, dalle consegne e dall’orologio.

    Ci hanno insegnato che andare in vacanza significa concedersi un riposo. Al corpo e alla mente. Per rigenerarsi, per tornare poi più creativi e produttivi al rientro perché sono state recuperate le energie.

    E vissero felici e contenti… Ma è davvero sempre così? Veramente la vacanza è sempre sinonimo di relax?

    Attenzione, perché chi è abituato a fare tantissime cose ogni giorno, non sempre trova facile staccare del tutto e dedicarsi con tranquillità alla “nullafacenza”.

    Gli italiani – da una ricerca Woa (Web Opinion Analysis) – ammettono di avvicinarsi alla vacanza stanchi (57%), ansiosi (46%) e depressi (10%). Allegria.

    Da quanto emerge da una recente ricerca americana, inoltre, tre lavoratori su quattro non sono in grado di sfruttare interamente il loro periodo di vacanza.

    L’impiegato medio usa solo la metà delle ferie che ha a disposizione, e anche chi ne utilizza l’intero ammontare tende spesso a rimanere in contatto con l’ufficio attraverso computer, tablet o cellulari. Addirittura, il 61% degli intervistati dichiara di continuare a lavorare in vacanza.

    C’è che la vacanza obbliga a rapportarsi con le novità. Se a questo si aggiunge che per la prima volta dopo 11 mesi la famiglia si riunisce, aumenta la complessità nel riuscire a far convergere le esigenze di persone di età ed aspettative diverse. Se poi la coppia è portatrice di tensioni…si salvi chi può!

    Meglio stare a casa e prenotare un pacchetto di sedute dall’analista. E poi c’è lo stress da rientro, ed ecco che già avvertiamo la necessità di consumare una tisana rilassante.

    E invece no. Perché non fare un bel respiro e vivere anche le vacanze con una maggiore leggerezza? La vacanza non è un’ulteriore prova da superare.

    Se anche in vacanza prevale l’eccesso di organizzazione significa che abbiamo perso il contatto con noi stessi.

    Per vivere bene il periodo di relax, occorre saper capire che significato ha quell’ansia da vacanza, anche se assomiglia all’ansia che è ormai diventata nostra compagna di viaggio durante l’anno lavorativo (ed è proprio così, i sintomi sono pressoché gli stessi, perché l’amigdala non riconosce fra stimolo positivo e negativo).

    Attenzione anche a non idealizzare troppo le vacanze.

    In vacanza l’imprevisto è ponderato. Senza drammi. Ho visto persone trasformarsi nell’incredibile Hulk nel momento in cui si sono accorte che in hotel era stata consegnata una salvietta in meno. No!!

    Sia che ci si parta sia che si resti a casa, è bene mettersi in standby per qualche giorno, cambiare i ritmi giornalieri, avere più tempo per relazionarsi con i figli, la moglie, il fidanzato, la migliore amica o la mamma, disponibili a vivere l’avventura di qualcosa di diverso, di rilassante, di entusiasmante, di allegro, per conoscere meglio sé stessi e le persone care.

    C’è un ulteriore vantaggio nel riuscire a vivere la vacanza con leggerezza: non solo perché è l’unico modo per rigenerarsi, ma perché ci fa anche provare nuove prospettive.

    La vacanza è correlata all’idea del viaggio di cui ognuno di noi progetta la meta. Mare, montagna, lago o città d’arte, il viaggio è sempre sinonimo di esplorazione, dinamismo, progressione, scoperta: vedere posti inusuali o incontrare gente diversa dal solito ci permette di imparare molto su modi di vivere diversi dai nostri e su realtà che non ci appartengono. Spesso ciò porta a metterci ampiamente in discussione, e il bagaglio morale e mentale acquisito durante una vacanza, diventa parte di noi. Per sempre!