Stress: colpisce soprattutto i lavoratori modello

Stress: colpisce soprattutto i lavoratori modello

Se il luogo di lavoro è tra le principali fonti stress, fare del proprio meglio non sembra premiare: secondo uno studio sono proprio i lavoratori modello a soffrirne di più

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    Non sempre la dedizione al proprio lavoro viene premiata, ma quello che sostengono i ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health (Camh) canadese ha tutta l’aria di una beffa oltre al danno: i lavoratori modello sono che rischiano maggiormente di finire schiacciati dallo stress lavorativo.

    Che il lavoro fosse tra le maggiori fonti di stress non era certo una novità: Lo studio canadese, pubblicato sulla rivista scientifica “International Journal of Occupational and Environmental Medicine”, ha evidenziato come, su oltre 2700 lavoratori, ben il 18% risulti molto stressato.

    “Le più tese e stressate sono proprio le persone che investono al massimo sul proprio lavoro”, sintetizza Carolyn Dewa, a capo della ricerca. E a pensarci bene, i conti tornano: i lavoratori indefessi lavorano ore e ore, piegandosi spesso ad esigenze di orario extra, cercano di essere sempre reperibili, mettono l’anima in tutto quello che fanno e sono per primi molto severi con se stessi nel giudicare il proprio operato. Lavoro eccessivo, peso delle responsabilità, eccessiva autocritica sono in fondo alcuni fattori che possono determinare stress.

    Poiché lo stress cronico è tutt’altro che salutare per il corpo e per la mente, è importante intervenire: anche il Ministero del Lavoro italiano ha varato specifiche linee guida. I ricercatori, portando l’esempio del loro Paese, ritengono che con interventi contro lo stress da lavoro si potrebbero risparmiare, a lungo termine, “qualcosa come 17 miliardi di dollari l’anno in perdita di produttività”. E sei più stressati sono anche quelli che aiutano maggiormente la produttività, “dal punto di vista aziendale è nel miglior interesse di una compagnia sostenere questi lavoratori” conclude la ricercatrice.

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