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Stress: cellule femminili più resistenti

Stress: cellule femminili più resistenti

La medicina dovrebbe essere di genere: gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità, che hanno dimostrato che le cellule femminili sono diverse, più resistenti di quelle maschili

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    Le cellule femminili sono più forti

    Le cellule femminili sono più forti? Sembra proprio di sì, almeno stando ai risultati di uno studio congiunto, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Sassari. Le cellule “in rosa” sono differenti rispetto a quelle che compongono l’organismo maschile e hanno, secondo gli esperti, anche un destino più roseo. Diversità cellulare che ha un significato importante: anche le malattie fanno differenze tra uomini e donne.

    Questa evidenza scientifica ha portato gli esperti alla convinzione che anche la ricerca scientifica deve adeguarsi, adottando un approccio di genere, in grado di offrire una migliore appropriatezza terapeutica. E’ con questo obiettivo concreto che l’Istituto Superiore di Sanità ha deciso di destinare parte dei fondi della Ricerca Finalizzata, concessi dal Ministero della Sanità, a un progetto significativo, “La medicina di genere come obiettivo per la sanità pubblica: l’appropriatezza della cura per la tutela della salute della donna”.

    “Un progetto ambizioso”, come lo definisce lo stesso Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, “che studia le differenze non soltanto fisiologiche ma anche sociali e psicologiche tra uomini e donne. Abbiamo la certezza scientifica della differenza degli organismi sotto il profilo ormonale e genetico e delle risposte diverse alle terapie. L’obiettivo di oggi è capire come impattano le terapie farmacologiche sugli uomini e sulle donne per ottenere una cura più appropriata e un risparmio di costi per il Servizio Sanitario Nazionale”.

    Uno dei risultati più interessanti dello studio congiunto ha evidenziato una differenza sostanziale tra le cellule degli uomini e delle donne: quelle maschili, sottoposte a stress ambientale e farmacologico, non riescono ad adattarsi positivamente alla situazione e, di conseguenza, vanno nella direzione più negativa possibile, la morte, tecnicamente definita apoptosi.

    Sorte ben più felice quella delle cellule femminili: grazie alla loro maggiore plasticità, riescono ad adattarsi anche allo stress, con risultati migliori, cambiando morfologia, senza perdere vitalità. Le cellule, quando sono “donna”, sviluppano una più efficace capacità di adattamento, che le salva, molto spesso, dalla morte. Il loro segreto? L’autofagia nei confronti di alcuni loro componenti, le cellule femminili, in caso di difficoltà, mettono in atto questo meccanismo, che permette loro di ottenere nuove energie e, in questo modo, sopravvivere.

    Le inequivocabili differenze tra uomini e donne, quando si tratta di salute, cure e malattie emergono anche da un elaborato sulla medicina di genere, redatto dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel quale si legge che se i ricercatori continueranno a ignorare le possibili differenze tra i due sessi, utilizzando come modello gli uomini, l’efficacia dei trattamenti destinati alle donne potrebbe non essere assicurata.

    Immagine tratta da: blogscienze.it

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