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Streptococco: sintomi, contagio e cure

Streptococco: sintomi, contagio e cure
da in Batteri, Infezioni, Streptococco
Ultimo aggiornamento: Martedì 20/01/2015 21:27

    streptococco sintomi contagio cureStreptococco: quali i sintomi, il contagio e le cure? Anche se le infezioni determinate da questo batterio possono colpire anche gli adulti, i bambini e gli adolescenti rappresentano i soggetti più a rischio, specialmente perché frequentano degli ambienti affollati, come le aule scolastiche, in cui più facilmente si può verificare la trasmissione del microrganismo. Le infezioni da streptococco presentano un quadro sintomatologico differente a seconda del tessuto interessato e in base alle difese immunitarie dell’individuo. In genere si distinguono tre tipi di infezioni: condizione priva di sintomi, in cui una persona porta gli streptococchi, infezione acuta e le complicanze tardive, che si manifestano circa due settimane dopo. Ecco perché è importante rivolgersi ad una terapia adeguata.
    Infezione faringea

    I sintomi dello streptococco variano in base al tessuto interessato e a seconda della risposta del paziente. La più comune malattia streptococcica è l’infezione faringea primaria, con mal di gola, da trattare con farmaci e rimedi naturali, febbre, faringe arrossata. Possono comparire anche altri sintomi, come nausea, vomito, mal di testa e malessere generale. Nei bambini al di sotto dei quattro anni l’unica manifestazione sintomatologica può essere costituita dal naso che cola. Il tutto può essere accompagnato dalla tosse.

    Scarlattina

    Nella scarlattina si ha una colorazione della pelle rossastra, visibile ampiamente sull’addome, sul torace e nelle pieghe cutanee. La lingua presenta un aspetto infiammato.

    Sindrome dello shock tossico

    Lo streptococco può causare anche la sindrome dello shock tossico, un quadro clinico di particolare gravità, con febbre alta, vomito, diarrea, arrossamento cutaneo, vertigini, dolori muscolari, svenimenti. Le più colpite sono le donne in età mestruale, perché si ritiene che la causa sia costituita per lo più dall’uso degli assorbenti interni.

    Il contagio

    Il contagio dello streptococco avviene semplicemente con il passaggio del batterio da un organismo all’altro. Il tutto si può verificare attraverso l’aria, anche per un colpo di tosse o per uno starnuto. Il pericolo maggiore di contagio si ha quando ci si trova al momento apicale della sintomatologia. In ogni caso bisogna ricordare che un soggetto può essere contagioso fino a 21 giorni dalla comparsa dell’infezione, se non viene curato adeguatamente.

    In gravidanza

    Nelle donne lo streptococco beta emolitico di gruppo B si trova in condizioni di normalità nell’ambiente vaginale. Di solito è innocuo, ma in gravidanza può rappresentare un rischio. Se nel momento del parto è presente nel canale attraverso il quale passa il bambino alla nascita, può infettare il nascituro con conseguenze a volte anche gravi.

    I farmaci

    In generale, per quanto riguarda le cure dello streptococco, si può dire che esso è sempre particolarmente sensibile alla penicillina, anche se a volte è necessario aggiungere altre sostanze a livello terapeutico, nel caso di batteri particolarmente resistenti. Nei bambini piccoli, in caso di infezioni faringee o in presenza di scarlattina, è consigliabile utilizzare gli antibiotici, perché abbreviano il decorso della malattia. Questi farmaci, invece, hanno uno scarso effetto sui sintomi che presentano gli adolescenti e gli adulti.

    Al momento del parto

    Per prevenire l’eventualità di un’infezione nel bambino dopo la nascita, come conseguenza della presenza dello streptococco nel canale del parto, si può ricorrere all’uso dei tamponi vaginali, che vanno eseguiti al termine della gravidanza. Se c’è esito positivo, il bambino alla nascita dovrà essere sottoposto a dei controlli specifici, ma anche la donna, prima del parto, può essere sottoposta ad un trattamento antibiotico, per abbattere la carica batterica e il rischio che l’infezione possa essere trasmessa al bambino.

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