Stipsi: quando è un banale disturbo e quando nasconde anche una seria patologia

Stipsi: quando è un banale disturbo e quando nasconde anche una seria patologia
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Stitichezza

Sulla stipsi si è portati a fare sempre molta confusione, la stessa che, soprattutto nelle persone anziane, genera una sorta di apprensione crescente al diminuire delle volte che si riesce ad evacuare, funzione questa che se non avviene tutte le mattine è motivo di ulteriore allarme, segno inequivocabile di stitichezza, senza considerare il fatto, invece, che l’impossibilità ad essere regolari tutti i giorni può essere un fatto nella più assoluta normalità visto lo stile di vita che siamo soliti condurre oggi, dove imputato numero uno di questa pigrizia intestinale è lo scarso movimento ed un’alimentazione disordinata e non sempre del tutto sana.

Si può dunque tranquillamente affermare che non evacuare per tre, a volte quattro giorni di seguito, può essere perfettamente normale e non si è in presenza di alcuna patologia particolare per questo; stabilire invece se un paziente è affetto o meno da stipsi tocca al medico che può anche ravvisare la necessità di indagare sulla funzionalità del colon mediante approfondite indagini diagnostiche, se il caso lo prevede; in tutte le altre situazioni, il cambiamento delle cattive abitudini di vita, il ritorno ad una dieta ricca di scorie fibrose potrebbe essere già sufficiente per riportare l’intestino alla assoluta normalità, almeno quello che generalmente si intende per normalità; andare di corpo ogni mattina al risveglio.

La stipsi nell’opinione diffusa

La stipsi è uno di quei sintomi che sempre più sovente il paziente prima o poi rivolge al proprio medico di fiducia arricchendo la descrizione con proprie personalissime interpretazioni spesso colorate e persino paradossali senza non aver prima tentato in proprio di risolvere, con l’aiuto di farmaci di autoprescrizione il disturbo, quasi sempre con risultati modesti o peggiori del male che intendeva curare.

Espressione del tipo, ” evacuo raramente e quando vado, ne faccio troppo poca, oppure le feci sono troppo dure e disidratate, o ancora, ho lo stimolo ma non vado, o avverto dolore al solo tentativo di andare di corpo “ sono i racconti cui sempre più spesso i medici di base si imbattono, per non contare che negli anziani spesso il ricordo di un’evacuazione è completamente cancellata dalla memoria e, dunque, l’idea di essere stitici da intere settimane e spesso solo una loro convinzione.

Da ciò si capisce bene che l’atteggiamento psicologico del paziente è spesso, insieme alle altre, la causa che può far insorgere una vera o presunta stipsi, così come la stessa è spesso motivo di conflitto con il medico curante nel suo tentativo vano di convincere il paziente che l’impossibilità di evacuare tutti i giorni non è sempre sintomo di un problema, il risultato è che, sovente il paziente, deluso, a torto, dalla poca disponibilità dimostrata dal proprio medico finisce col curarsi con farmaci a base di lassativi che finiscono, alla lunga, per aggravare la situazione.

Semmai sarà il medico, quando ne ravvisi la necessità, a consigliare al proprio assistito un’esplorazione ano-rettale o un controllo presso uno specialista che arricchisca la diagnosi con tutte quelle indagini strumentali previste per questo tipo di problematiche, atteso che, indipendentemente dalle ansie spesso mal riposte dal paziente, una cosa è certa, eventuali sintomi che si sovrappongano alla stipsi, vera o presunta che sia, quali il dolore durante l’evacuazione, l’assenza dello stimolo, il bruciore, la consistenza delle feci, il sanguinamento durante la defecazione, il colore delle feci stesse, etc. sono elementi che andranno posti al vaglio del curante, visto che non sono rari i casi di malattie che abbiano in sede,la propria insorgenza, si pensi alle ragadi anali, alle emorroidi fino ai tumori rettali, un motivo in più questo per non cadere nel tranello che un disturbo ritenuto spesso, a torto, banale debba essere curato di testa nostra e non affidato alle cure dei medici, spesso dietro un insignificante sintomo possono celarsi più gravi conseguenze.

Classificazione delle diverse stipsi

Anche la stipsi si suole classificarla a seconda dei sintomi, della durata e degli eventuali altri fenomeni che vanno ad aggiungersi al disturbo di base, atteso che la stitichezza è essa stessa un sintomo di uno stato generale o locale e non una malattia in sè e per se. Dunque, una prima classificazione si può iniziarla a fare intendendo per costipazione passeggera quella lieve e di breve durata stipsi quasi sempre causata da farmaci assunti spesso per altre cause, si pensi alle cure intraprese per sconfiggere una diarrea ostinata a base di farmaci antidiarroici causa essi stessi di una stipsi di breve durata all’esaurirsi dei loro effetti. Ma una costipazione leggera è anche possibile dopo una degenza prolungata dove, ad esempio, la necessità del riposo a letto può essere una causa della quasi impossibilità ad evacuare, stessa cosa dicasi per il cambiamento di fuso orario, degli stili di vita improvvisi, di una dieta abbandonata per un’altra, tutti motivi sufficienti per causare il transitorio sintomo.

Ma esistono vere e proprie malattie che causano stitichezza si pensi a quelle patologie infiammatorie, a quelle manifestazioni patologiche anali senza dimenticare malattie apparentemente inimmaginabili dal paziente ritenendole lontane dalla sede del problema, eppure, certe patologie a carico della tiroide, così come certe patologie nervose o delle ghiandole paratiroidi, possono essere motivo più che sufficiente per provocare il disturbo.

La stitichezza causata da malattie

Molte malattie, spesso croniche, sono imputate nell’insorgenza della stitichezza, ricordiamo il diabete a causa dei danni ai nervi che la malattia è in grado di provocare così come la stessa acidosi diabetica è causa essa stessa della stipsi. Anche malattie quali la Porfiria epatica, l’uremia, una scarsa concentrazione di potassio nel sangue (ipokaliemia ), malattie endocrinologiche come quelle ricordate a carico della tiroide ed una sua diminuita funzionalità,ad esempio, possono essere imputate della stipsi. Anche concentrazioni di calcio nel sangue eccessive possono provocare la stitichezza per via degli effetti sulla muscolatura che questo elemento, sotto forma di sale, esercita sulle fibre dei muscoli ed infine, come non ricordare la gravidanza, con una percentuale altissima di casi di stipsi, in questo caso si sconoscono i motivi che inducano alla stitichezza.

La stipsi causata da patologie al colon

Nel classificare le diverse stitichezze non si possono non citare quelle manifestazioni, già espressione di una malattia del colon, ricordiamo le stenosi dovute ad alcuni tumori dell’ultimo tratto dell’intestino, eventuali malformazioni congenite, compreso il megacolon che, però, vista la complessità di quest’ultima patologia preferiamo non trattare in questa sede. Così come malattie quali il Morbo di Parkinson possono essere una causa indiretta della stitichezza, per via dei farmaci assunti per curare la malattia di base.

Stitichezza causata da farmaci

Molti farmaci hanno effetti sull’evacuazione in un senso o in un altro, nel caso della stipsi alcune sostanze farmaceutiche possono conclamare in maniera completa una stitichezza, citiamo dunque le varie classi di farmaci che hanno come effetti collaterali proprio l’odiato sintomo. Antidepressivi ed anticolinergici sono quelli che a livello del colon agiscono in maniera più significativa influenzandone le funzioni, stessa cosa dicasi per gli anticonvulsivanti, gli oppiacei, alcuni farmaci utilizzati per abbassare la pressione arteriosa, alcuni antiacidi a base di carbonato di calcio ed idrossido di alluminio, sono i prodotti da banco più comunemente utilizzati per neutralizzare l’acidità e ancora, effetti sull’evacuazione hanno anche gli analgesici, gli anestetici, i diuretici, come detto, i farmaci per curare il Morbo di Parkinson ed alcuni miorilassanti.

La terapia per la stipsi
Da quanto si è visto è chiaro che, al di là delle apprensioni per un’eventuale stitichezza, tale sintomo deve essere portato all’attenzione del proprio medico per la complessità degli effetti che spesso si mascherano dietro una banale costipazione ricorrente o frequente. Sarà il medico e solo lui a stabilire se va curato il sintomo o la causa che l’ha generato così come sarà compito del professionista interpellato indagare l’eventuale insorgenza di un colon irritabile, di cui si è parlato in altra occasione, magari aggravato, dall’uso incongruo di lassativi, caso questo che induce il medico ad indirizzare le cure verso la malattia invitando il paziente ad abbandonare ogni tentativo personale di affidarsi a cure ” fai da te”. Sono questi i casi in cui la cura prescritta è quasi sempre rappresentata da antispastici o da quei farmaci in grado di agire sulla motilità intestinale soprattutto quando questa sia causa di altri sintomi, come il vomito, la diarrea, la difficoltà di digestione; così come è previsto anche che il medico prescriva in aggiunta ansiolitici da assumersi da soli o in associazione agli antispatici per un determinato periodo intravedendo la possibilità che da parte del paziente si sia innescato un meccanismo psicosomatico che finisca con l’aggravare l’affezione stessa, per non contare che, spesso, “spegnere” soltanto l’ansia è già un ottimo passo avanti nella cura di tutte quelle affezioni a carico del colon.

Conclusioni

Insomma, nonostante la stipsi sia molto spesso una sorta di “fissazione” da parte di alcuni pazienti che dimenticano come il proprio stile di vita, l’alimentazione, lo stress siano essi stessi fattori che incidono sull’evacuazione senza spesso rappresentare per questo una vera patologia, vero è anche che quando il fastidio diventa motivo di apprensione o si accompagna ad altri disturbi, dolore compreso, non si dovrà aver timore e nessuna reticenza nel rivolgersi al proprio medico, solo lui è in grado di stabilire la necessità o meno a che vi sottoponiate ad esami e visite più approfondite, vista la consapevolezza che ha nel sapere che, a volte, dietro la stipsi,si celi una malattia anche importante da curare.

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Lun 21/04/2008 da in

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Camillo 4 giugno 2008 14:29

Non credevo che la banale stitichezza fosse così dipendenti da altre patologie

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Luina 4 giugno 2008 14:30

Si sapevo l’azione di alcuni farmaci su questo sintomo, ne parlavo proprio ieri con la mia dottoressa

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Micaela 4 giugno 2008 20:54

Davero completo questo sito da delle informazioni veramente utili, complimenti Tanta Salute

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Lullabi 22 ottobre 2008 00:44

mah…io soffro di questo problema. ne ho parlato + volte con il mio medico. gli ho chiesto anche di poter fare anche qualche controllo ma lui s’è messo letteralmente a ridere! nn so come comportarmi…

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Stela 20 settembre 2013 18:30

lullabi- invece da ridere il vs dott dovrebbe accordare grande attenzione a questo fatto.io ne soffro e lo posso dire a mie spesse che nn e niente da ridere! pero c”e anche da provare l”aumento del apporto delle fibre nel alimentazione,cioe,spinaci, prugne , ananas, kiwi,noci,pere, uva, pane e pasta integrali o adirittura agli cereali,lo yogurt con biffidus actiregularis. per me in certa misura funzionano.nn ssodisfacente, pero,mi trovo un po meglio di prima.ho fato tutti gli accertamenti dovuti e la conclusione e di consumare alimenti ricchi di fibre.si intende che l”acqua nn deve essere per niente neggligiata. 2 l al giorno! tanta salute!

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