Stipsi: i rimedi naturali

Stipsi: i rimedi naturali

La stitichezza non è una patologia bensì un sintomo, in quanto tale ha un disturbo che la causa, il quale può essere riferito allo stile alimentare, alla propensione al movimento che abbiamo, al nostro stato d'animo, a patologie in corso; a sua volta porta con sè altri disturbi che sono delle complicanze della stipsi per le quali la sofferenza è acuta

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    stipsi rimedi naturali

    Ogni persona ha un modo diverso di vivere la digestione, di conseguenza anche i momenti di espulsione possono essere diversi tra soggetto e soggetto: in alcuni casi si ha una normale propensione a seguire uno stimolo regolare, in altri invece non è possibile perché qualcosa impedisce al nostro organismo di seguire cicli precisi e quindi di presentano i problemi della stitichezza.

    Il primo consiglio utile per guarire è quello di cancellare l’idea di ricorrere al lassativo e verificare prima il motivo per cui non si riesce a espellere con facilità, nella maggior parte dei casi si tratta di un sintomo che tradisce problemi nervosi, niente affatto dovuti all’intestino, ma che ne sono conseguenza, in altri casi invece si tratta di infiammazioni o di disturbi per cui il lassativo potrebbe essere deleterio.

    Non tutti soffrono allo stesso modo, facile pensare alla stitichezza come semplice problema finale del processo digestivo: esistono diversi disturbi dell’apparato digerente e li vedremo per farci un’idea di che cosa vuol dire stipsi. Il 10% delle persone che vivono nella società moderna hanno questo problema: possono avere un disturbo che causa una difficoltà nella espulsione delle feci in una unica “seduta” per cui necessitano di più momenti di rilassamento in bagno rispetto agli altri, in altri casi si tratta di un problema legato all’alimentazione, pochi liquidi e una consistenza e una forma difficili da espellere che causano dolore e fatica, in altri casi si tratta di un problema legato all’ansia, poco tempo in bagno e già si è preda della crisi, ma se la eliminazione delle sostanze di scarto non avviene entro tre giorni e si ripete nel tempo questo fenomeno c’è qualcosa che non va.

    In alcuni momenti della nostra vita può accadere che questo sintomo sia frequente, per cui, una volta valutato se si soffre di questo disturbo è bene correre ai rimedi, cercando di capire, magari con l’aiuto del medico, se la stitichezza può essere una conseguenza di una cattiva abitudine alimentare, di un momento di sofferenza dell’intestino o di una mancata attenzione alle nostre necessità personali, trascurate dagli impegni e dal poco tempo a disposizione per pensare a se stessi.

    E’ proprio così in molti casi: trascurare lo stimolo per parecchio tempo e attendere perché non si pensa che sia il momento opportuno per andare in bagno può diventare un pericoloso modo di fare che causa una stabilizzazione del nostro organismo su ritmi di espulsione più lenti, rendendolo vulnerabile nei momenti in cui da sè soffre per qualche altra coincidente situazione.

    La stipsi può determinare momenti di sofferenza acuta. Dolori nell’espulsione, perdita di sangue, difficoltà e fatica, dolori addominali e emorroidi, il fenomeno più frequente. Queste complicanze sono tutte da ricollegare al problema principale, cioè un fattore che determina la stitichezza e che causa queste complicanze. Se trascurata la stipsi peggiora, si possono presentare momenti di occlusione intestinale, per cui è necessario intervento ospedaliero, dolore cronico all’intestino, infiammazioni del colon, colite, fecaloma e in anzianità predisposizione al tumore del colon e del retto. Una serie di validi motivi per meditare sul fatto che è meglio assecondare lo stimolo quando si presenta e non cercare di attendere oltre la mezz’ora dai primi segnali di bisogno, salvo casi eccezionali di impossibilità effettiva.

    Ci sono degli ottimi sistemi per non incorrere in questo ostacolo alla nostra serenità: cambiare lo stile alimentare aggiungendo elementi naturali che possono favorire l’eliminazione delle sostanze di scarto, fare del moto e dell’attività fisica, cercare di regolarizzare lo stile di vita seguendo un ciclo per cui si cerca di programmare il nostro stimolo. Per favorire con l’alimentazione il nostro ciclo digestivo sono utili degli alimenti come la verdura verde, la frutta cotta, le fibre, diminuire la quantità di pasta, aggiungere degli alimenti a base integrale, fare uso almeno periodicamente di latticini per ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale, per questa funzione il classico yoghurt oppure i mai tramontati fermenti lattici vanno molto bene.

    L’attività fisica invece è utile per dare movimento in generale all’organismo: è clinicamente dimostrato che fare dello sport, una corsa, una camminata a passo sostenuto, aiuta a far aumentare lo stimolo. Il nostro organismo non è affatto una macchina fatta di circuiti a sè stanti, bensì un tutt’uno che lavora coordinatamente e che segue un ritmo dettato dalla nostra maniera di vivere.

    Una vita sedentaria senza movimento causerà lentezza anche nel processo della digestione, di conseguenza della assimilazione, da cui disturbi di vario genere, circolatori, respiratori, ormonali, psicologici, di cui la stipsi è solo la manifestazione culminante.

    Il nostro stile di vita, infine, ci serve per determinare lo stato mentale della nostra ecologia personale, per cui l’ansia, lo stress, le paure, possono causare irregolarità intestinale, da cui alternanza di momenti di stipsi e di diarrea. Il nostro corpo ha bisogno di depurarsi, per cui se non lo aiutiamo noi, cercherà di farlo da solo, con tutte le conseguenze del caso.

    Se la stitichezza diventa cronica bisogna cercare di curarsi, ma come abbiamo anticipato, il lassativo deve essere l’ultima delle frontiere, prima ci sono metodi naturali che ottengono efficaci risultati senza dover per forza ricorrere al farmaco tradizionale.

    La stitichezza è una conseguenza naturale di un processo che ha delle falle, per porvi rimedio in modo naturale bisogna analizzare con attenzione gli alimenti che ingeriamo, per capire in che cosa stiamo sbagliando. Potrebbe essere per colpa dei grassi, come potrebbero essere gli alimenti confezionati che non vengono espulsi completamente, in alcuni casi potrebbe trattarsi di una vera e propria intolleranza alimentare, della quale non si era a conoscenza. Si pensi che a volte la nausea e l’emicrania sono la conseguenza di un piatto sbagliato che si è mangiato o di una sostanza che il nostro corpo non è preparato ad espellere: questo cibo che non riusciamo a eliminare entra in circolo nel nostro organismo e lentamente lo assale e lo inquina, esattamente come avviene in natura per l’ambiente malato, così anche il nostro corpo si ammala.

    Sottoporsi a periodi di disintossicazione alimentare, usando alimenti naturali e leggeri, bevendo molta acqua non frizzante e non troppo carica di oligoelementi e preparando solo dei brodi leggeri vegetali e delle tisane depurative di malva blu al posto del classico pasto può inizialmente sembrare duro, ma la sua efficacia, quando i trattamenti sono ripetuti periodicamente con regolarità, sarà immediata. Non solo i vantaggi ricadranno sulla stipsi, che è uno dei sintomi di intossicazione del corpo, ma anche le eruzioni cutanee, l’alitosi, le allergie, ilmal di testa, le sudorazioni eccessive, tutti questi sintomi chiari di intossicazione alimentare potranno lentamente guarire.

    Se anche di fronte ai trattamenti depurativi più leggeri non si avranno risultati concreti e tangibili vanno associate altre sostanze naturali che aiutano a defecare: il Finocchio, il Cumino e il Coriandolo sono gli aiuti che possiamo dare al nostro trattamento soft per la stitichezza.

    Di fronte a un ulteriore eventuale fallimento esistono terapie naturali più dure, che possono rientrare a pieno titolo tra i trattamenti lassativi. Aloe, Rabarbaro e Frangula, che si acquistano in erboristeria sono qualificate come erbe antrachinoniche, cioè stimolanti e attive sull’intestino per risolvere i problemi di gonfiore e di assimilazione. Il loro aiuto è molto consistente, infatti servono per stimolare la peristalsi e per aiutarci a defecare con regolarità. Anche in questo caso è inutile ripetere che lo stimolo, se arriverà, andrà assecondato, per non interrompere il ciclo della terapia. Questi ultimi trattamenti sono equiparabili ai tradizionali lassativi da banco, per cui non sono adatti in caso di gravidanza, periodo in cui al contrario, la stipsi diventa un acerrimo e ricorrente nemico.

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