Sterilità femminile: sintomi, cause e rimedi

Sterilità femminile: sintomi, cause e rimedi
da in Gravidanza, Infertilità

    Sterilità femminile

    Non è facile riconoscere i sintomi della sterilità femminile, che può avere cause diverse e rimedi non sempre efficaci. Purtroppo, quando si parla di “sterilità femminile” si intende una condizione di infertilità irreversibile: si tratta, cioè, di una impossibilità al concepimento causata da una patologia non curabile. Solitamente, ciò può essere dovuto a delle patologie ben precise, a malattie genetiche o a delle malformazioni a carico dell’apparato riproduttivo. Quando si parla, semplicemente, di infertilità si intende, invece, una condizione passeggera e, probabilmente, trattabile con successo. Ma qual è la sintomatologia legata a questo disturbo? Quali sono le cause? Scopriamo di più in merito.


    I sintomi della sterilità femminile non sono sempre facili da riconoscere: basti pensare, infatti, che spesso si arriva a tale conclusione dopo anni e anni di terapie ed esami medici che constatano l’incapacità della donna di produrre ovociti o di portare a termine una gravidanza. I sintomi – come spesso accade – sono legati alle cause e possono essere più o meno evidenti, in special modo perché si tende ad accorgersene nel momento in cui si desidera un bambino. In base alle cause scatenanti, potrebbero manifestarsi amenorrea, irregolarità del ciclo mestruale, irsutismo, sovrappeso, obesità, menopausa precoce e dolore acuto. Ovviamente, il sintomo più evidente è quello di non riuscire a restare incinte.


    Le cause – come già anticipato prima – possono essere differenti. Possono essere presenti malformazioni uterine, ovariche o tubariche, ma anche l’utilizzo della spirale, fumo, età avanzata, obesità, infezioni o le malattie a trasmissione sessuale possono indurre alla sterilità. L’endometriosi può essere un’altra delle cause da tenere in considerazione: si tratta di una malattia subdola che, in alcune donne, è estremamente dolorosa e, in altre, asintomatica. Anche l’assenza dell’ovulazione, l’ovaio micropolicistico, stress – fattore che influisce anche sul funzionamento del sistema riproduttivo – disagi psicologici e anoressia – dalle diverse cause - possono essere delle cause. Esistono, poi, delle malformazioni che non impediscono la fecondazione, piuttosto l’impianto corretto dell’ovulo che è stato fecondato: una di queste è l’utero setto, in cui la gravidanza non riesce ad arrivare al termine.


    Per prima cosa, il medico effettuerà una serie di esami che permetteranno di effettuare una diagnosi corretta e trovare la terapia più adatta alla risoluzione del problema. Tra gli esami che il ginecologo potrebbe richiedere, ci sono l’ecografia addominale e transvaginale, la sonoisterografia, l’ecografia pelvica transvaginale, l’isteroscopia diagnostica, la flussimetria del fondo uterino ed esami ormonali, ematici e genetici. Le cure dipendono, ovviamente, dalle cause scatenanti: in caso di ostruzione tubarica lieve, ad esempio, possono essere effettuate delle idrotubazioni a cicli – si introducono, all’interno dell’utero, degli antibiotici e idrocortisonici – la fecondazione in vitro o la fecondazione assistita potrebbero essere un’altra strada. In caso di endometriosi, poi, potrebbe essere necessario un piccolo intervento chirurgico e l’assunzione di farmaci specifici, così come accade anche per altre malattie a carico dell’apparato riproduttivo. Infine, l’induzione dell’ovulazione e la regolazione ormonale possono essere altri rimedi contro l’infertilità che – come già spiegato prima – quando diventa “sterilità” non è più curabile.

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