Stent: migliori risultati con un nuovo farmaco

Stent: migliori risultati con un nuovo farmaco

Grandi passi avanti della ricerca scientifica nel trattamento delle arteriopatie obliteranti, uno stent ad eluizione che rilascia una nuova molecola rivelatasi milgiore della precedente utilizzata

da in Farmaci, Infarto, Malattie, Ricerca Medica
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    Uno stent

    Cominciamo col fare chiarezza; cos’è lo stent a eluizione, è una metodica innovativa che ha cambiato l’approccio terapeutico del paziente affetto da malattie alle arterie periferiche, denominate arteriopatie periferiche e che prima comportavano l’amputazione chirurgica degli arti che a causa della malattia erano esposte alla gangrene. Per questi pazienti era offerta un’altra opportunità , il ricorso al bypass chirurgico, con tutti i limiti del caso.

    Una volta chiarito ciò, vediamo di capire adesso cosa mai sia lo stent a eluizione, parliamo di una tecnica innovativa che si utilizza per rimediare all’arteriopatia soprattutto dell’arteria femorale in grado di dissolvere l’ostruzione riportando il paziente alla normalità. Con lo stent si prevede l’espansione del vaso, con il farmaco, il paclitaxel, si evita che una volta finito il trattamento il vaso torni nella condizione originaria, insomma, un’azione sinergica dei due sistemi, meccanico, lo stent che allarga la pareti del vaso e farmacologico, quello che evita la riformazione del problema.

    Ma come sempre accade nella Comunità Scientifica, dopo una prima scoperta ne giungono altre che affinano la precedente; specificatamente in questo campo, si è ad esempio visto che si poteva di molto migliorare il quadro clinico del paziente se si fosse giunti a sostituire il farmaco paclitaxel con un altro più attivo, l’ everolimus.

    Alla luce della sostituzione si è visto che utilizzando il nuovo farmaco si assiste a minori insuccessi terapeutici che richiedevano il ricorso successivo al trattamento e, dunque, il nuovo farmaco agisce bene su tutti, eccezion fatta per i diabetici.

    Si è giunti a tale conclusione esaminando 3.687 pazienti per i quali era stata adottata la tecnica con i due farmaci, per un primo gruppo di riferimento e la seconda per il restante gruppo; entrambi i gruppi sono stati attenzionati ricorrendo successivamente all’angiografia per assistere ai risultati ottenuti. I ricercatori hanno così potuto osservare che gli stent a rilascio di everolimus sono risultati superiori a quelli a eluizione di paclitaxel sia in ambito all’eventualità di patologie successivamente manifestatesi, dall’infarto al miocardio alla trombosi, sia per le conseguenze annesse alle conseguenze della malattia stessa.

    Da ricordare invece che per i pazienti diabetici non vi sono stati risultati significativamente importanti con i due farmaci utilizzati.

    Fonte foto: Liquidarea

    Fonte articolo: N Engl J Med, 2010;362(18):1728-30

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